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Territorio, 22.04.16

Festa Danzante: Creiamo legami!

In un momento in cui, qui come altrove, il nostro “vivere insieme” è messo alla prova, la danza diventa vettore di comprensione e di avvicinamento, che permette infatti di solleticare la nostra curiosità verso l’altro e la condivisione di noi stessi… (Festa Danzante - Editoriale)

Creiamo legami! è il tema della Festa Danzante, che si svolgerà dall’11 al 15 maggio 2016, con delle anticipazioni previste il 29 aprile, il 4 e il 7 maggio. Abbiamo incontrato Tiziana Conte, coordinatrice che ci introdurrà al programma di questa nuova edizione. A lei abbiamo chiesto quali sono i legami che attraverso la danza si desiderano creare?

Innanzitutto la Festa Danzante mette in rete pubblici e generazioni molto diversi come nel laboratorio intergenerazionale GenerArTI, destinato a persone tra i 16 e 60 anni o attraverso Get Up, Stand Up, Don’t Give Up to Dance di Irina Lorenz & Co, una performance che consentirà di creare un legame diretto e interattivo con il pubblico.
Un altro elemento importante è quello delle collaborazioni poiché questo evento permette di creare una rete nella rete e ampliare le collaborazioni tra tutti coloro che ne rendono possibile la realizzazione. Fin dall’anteprima del 29 aprile al Cinema Lux, che prevede un’originale sinergia collaborativa con l’Università della Svizzera Italiana, il CISA e l’Archivio svizzero della danza, ciò risulta evidente. Verrà presentato dapprima un reading performativo che metterà al centro la figura danzante in rapporto alla storia e alla letteratura e in seguito un documentario in anteprima ticinese che verrà introdotto da Katrin Oettli, una delle realizzatrici. Il film riunisce dieci testimonianze di coreografi, danzatori e pedagoghi che vivono in Svizzera e hanno lavorato nella danza tra il 1940 e il 1960. Per guardare al futuro crediamo sia necessario conoscere gli aspetti del passato.

Un’altra collaborazione che ci riporta al presente è quella realizzata attraverso l’esposizione fotografica itinerante Coreografi al lavoro che si svolgerà in tre luoghi distinti: il LAC, Choisi Artiphilein Editions, e lo Spazio 1929 . Saranno esposte una quarantina di fotografie di Steeve Iuncker che ha seguito una quindicina di coreografi all’opera.


Foto: Animali senza Favola © Nexus

Accanto alle performance urbane, al Flash Mob, verranno presentati progetti artistici veri e propri. Ospiteremo nomi importanti della danza nazionale e internazionale e giovani talenti. Tra questi in particolare la giovane e promettente Yasmine Hugonnet che proporrà Le Récital des Postures e l’italiana Simona Bertozzi, con Animali senza favola. Fra gli artisti locali troviamo Alessia della Casa, danzatrice e coreografa, che insieme a Marco Fagotti presenterà In Luce.

Non mancheranno le scuole di danza che oltre alle porte aperte nelle loro sedi, quest’anno avranno a disposizione una piattaforma per presentarsi al pubblico e il Contest di Hip Hop che è divenuto uno degli eventi attesi creato in collaborazione con il Dicastero Cultura, Sport ed Eventi.

Lo spazio rivolto alle danze del mondo sarà dedicato a Cuba e al Brasile con la capoeira e il samba. Il 4 maggio al cinema Lux ci sarà un momento dedicato a Alicia Alonso, la celebre ballerina cieca ed eroina della rivoluzione, che ancora oggi, a 95 anni, rimane fondatrice e direttrice del Ballet National de Cuba. Sabato sera Fiesta! Que Viva Afro Cuba con DJ El Flaco, permetterà di viaggiare danzando attraverso molti generi e stili della tradizione afro cubana.


Foto: Salvatore Vitale

Il party finale, che si svolge nella Giornata internazionale contro l’omofobia e transfobia, è realizzato in collaborazione con l’Associazione Imbarco Immediato. La serata sarà curata dal giovane coreografo Daniel Hellmann che proporrà una performance originale. Alla consolle DJ Alexxio.

Ci saranno anche alcuni eventi dislocati perché, anche se non si può raggiungere tutto il territorio cantonale, vorremmo guadare a nord e a sud proponendo delle interessanti incursioni. Al Museo Vincenzo Vela si terrà Parate nuziali con Nina William, una performance particolarmente adatta ai ragazzi; mentre a Locarno sarà possibile conoscere la Mops_DanceSyndrome, composta da giovani danzatori professionisti affetti da Sindrome di Down.

Il programma avvicina molti generi e vuole andare verso il grande pubblico sfatando il preconcetto che la danza sia destinata solo a una élite; infatti, non essendo principalmente concettuale ma emozionale, la danza può essere capita grazie alla propria intuizione e sensibilità.