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Territorio, 09.06.16

La nuova gestione del Sentiero di Gandria

In questi giorni avranno inizio i primi lavori della nuova gestione del Sentiero di Gandria. Il nuovo piano di gestione della Città è stato studiato per salvaguardare le specie rare vegetali e animali che crescono sul sentiero e che ne fanno un luogo di valore naturalistico inestimabile. Con 343 specie vegetali registrate, di cui ben 54 appartenenti alla Lista rossa delle specie minacciate in Svizzera, la nuova gestione sarà estensiva e seguirà i principi di conservazione. La manutenzione si discosterà dunque da quella ordinaria: la conservazione di alcune essenze considerate “erbacce” non sarà dovuta a incuria ma al rispetto delle esigenze ecologiche.

Oltre alla sua grande bellezza paesaggistica, il Sentiero di Gandria è un unicum in Svizzera per la varietà delle specie vegetali e animali. L’area è infatti iscritta nell’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali di importanza nazionale. A ridosso del sentiero, inoltre, vi sono superfici iscritte nell’Inventario federale dei prati e dei pascoli secchi di importanza nazionale (oggetto della relativa Ordinanza federale).

Di grande valore paesaggistico è anche il Sasso di Gandria, che sorge su un mappale di proprietà della Società ticinese per l’arte e la natura (STAN). A fare del Sentiero di Gandria un luogo eccezionale dal profilo naturalistico sono molti fattori. Il sentiero sorge su una formazione rocciosa calcarea originaria del giurassico (Calcare di Moltrasio) con depositi più recenti (risalenti all’età quaternaria). Posto verso sud, è molto assolato: la temperatura media annuale rilevata tra il 1981 e il 2010 è di ben 12.4°C. Questo microclima permette la crescita di specie vegetali molto rare. Lungo il Sentiero troviamo flora tipica dell’area insubrica, ma anche dell’area mediterranea e proveniente da altre parti del mondo. Il rilievo botanico realizzato nell’estate 2014 ha registrato la presenza di 343 specie vegetali, di cui 54 appartenenti alla Lista rossa svizzera come specie minacciate. Tra le rarità del sentiero vi sono la Campanula bononiensis, l’Inula spiraeifolia, il Peucedanum venetum, l’Ononis pusilla, il Dictamnus albus. Lungo il tracciato del sentiero, nei muri di via Cortivo a Castagnola, cresce anche l’Umbilicus rupestris, specie in pericolo di estinzione in Svizzera, a margine dell’areale. Per sopravvivere e riprodursi, queste specie necessitano di condizioni molto particolari. La gestione del sentiero non può dunque privilegiare aspetti estetici di pulizia ordinaria a scapito della preservazione di quelli naturalistici.


Immagine: Flickr.com - Maritè Toledo

Il nuovo piano di gestione del Sentiero di Gandria (i cui primi lavori inizieranno questo mese), è rispettoso delle specificità dell’area, propone una gestione estensiva e, in punti delicati, la rinuncia allo sfalcio, che potrà essere eseguito solo su superfici erbose a fine stagione, con interventi annuali o biennali. Lo sfalcio dovrà essere evitato sulle pareti e sui piccoli affioramenti rocciosi, nonché a bordo sentiero e nei settori più particolari, dove si trovano le specie rare. In quei punti, le piante invasive e ruderali saranno estirpate manualmente. Ogni due o tre anni, a fine stagione, sarà contenuta la crescita arbustiva nel prato secco per favorire la flora erbacea, a eccezione di singoli individui di specie interessanti che non disturbano le essenze erbacee. Tra gli alberi di pregio lungo il sentiero troviamo, ad esempio, il pero corvino, il maggiociondolo e il bagolaro. Gli interventi a tutela del prato secco avranno inizio tra fine agosto e i primi di settembre.

La nuova gestione del Sentiero di Gandria permetterà anche la salvaguardia dell’habitat di numerose specie animali rare e minacciate quali la farfalla Hipparchia fagi e la cavalletta Phaneroptera falcata. Tra le piante invasive problematiche che saranno estirpate troviamo anche l’Erigeron karvinskianus , quella margheritina che tanto graziosamente orna i muri ma che rappresenta una minaccia per la biodiversità. Il nuovo piano di gestione del Sentiero di Gandria è stato progettato, su mandato della Città di Lugano, dallo studio Oikos 2000 di Monte Carasso. I lavori di recupero del prato secco saranno finanziati per il 90% dei costi da Cantone e Confederazione, e la gestione ordinaria del Sentiero di Gandria per l’80%, poiché l’area è soggetta alla Legge sulla protezione della natura (LPN).

Informazioni sulle piante rare del Sentiero di Gandria sono pubblicate periodicamente sul sito luganoalverde.ch.



Immagine: flickr.com - SteFou!