Nunziante 1

Divisione Eventi, 24.06.16

Incontro con Gennaro Nunziante al LongLake

"La mia vita è tutta una commedia", così ha esordito Gennaro Nunziante, sceneggiatore e regista, autore dei successi di Checco Zalone. Quando inizia a raccontarsi, capiamo però che non si tratta solo di una boutade ma di uno sguardo sulla vita che lo caratterizza. Si tratta della capacità, nella drammaticità delle situazioni, di ridere del reale. Un episodio della sua vita mostra questa indole che traspare dalle sue sceneggiature: con la famiglia viveva in ristrettezze economiche e in una piccola casa, troppo piccola per 7 persone, fu così che disse "casa nostra è così piccola che quando entra il sole, dobbiamo uscire noi".

La commedia - racconta ancora - è bella quando svela l'animo umano nella sua ipocrisia. Qualsiasi opera d'arte contiene una morale. La commedia ti giudica e lo svelamento di te stesso aiuta gli altri. La commedia prende l'ipocrisia della mia vita e la mette al servizio di una morale.

L'idea di Quo vado è questa: nella vita "potrai essere immobile nel tuo paese e avere il tuo posto fisso, ma c'è una globalità della vita che arriverà comunque a bussare alla porta e dovrai aprirla per forza". Questo concetto è spiegato attraverso l'ipocrisia di un uomo, di noi stessi, di coloro che vorrebbero rimanere legati ai loro privilegi e non hanno più voglia di condivisione, di fare comunità perché "tanto mi è andata bene". Afferma ancora Nunziante - "Quando torno a casa dopo aver visto una commedia, non torno a casa con le risate soltanto ma con qualcosa che mi deve frullare nel cervello, mi deve porre delle domande"

L'autore si è inoltre soffermato sul senso di responsabilità dell'artista nei confronti del pubblico, delle persone. Occorre avere un atteggiamento di ascolto nei confronti degli altri e un senso di umiltà. "Il pubblico è più intelligente di me", solo con questa consapevolezza l'artista riesce a dare il meglio di sé. Occorre osservare molto e amare la vita, la commedia serve a non spegnere il sorriso verso la vita.

Il montaggio di un film rappresenta un momento in cui occorre ascolto, umiltà e dove il lavoro non va considerato un fattore individuale ma di gruppo. "Sacro non è il girato ma il pubblico che lo vedrà" - commenta Nunziante - "Il cinema è un esercizio della vita, mi ha migliorato".


Il saluto del sindaco, Marco Borradori e di Claudio Chiapparino, direttore del LongLake Festival


Davide Rondoni, poeta, ha dialogato con Nunziante arricchendo l'incontro attraverso le sue riflessioni