Foto fit 2016 paola

Divisione Eventi, 20.09.16

Incontro con Paola Tripoli, Direttrice artistica del FIT Festival

Il FIT festeggia i suoi 25 anni. Quali sono state le tappe importanti di questo percorso?

Uno dei momenti più belli è stato il 2005, e che io posso raccontare, è stato quando dopo una pausa di sette anni io e Vania ci siamo guardate in faccia e abbiamo deciso, con la nostra follia ed entusiasmo di riprendere un cammino che si era interrotto. In due la fatica si riduce e l’entusiasmo si moltiplica! Quindi il FIT ha ripreso a vivere
 

Il tema simbolico di quest'anno è quello del labirinto. Potresti dirci perché?

Perché è  metafora dei nostri tempi. Tempi bui, che generano guerre di tutti contro tutti con il solo scopo di arricchirsi. Tempi in cui parole come amore, dolore, ricordo non solo hanno perso il loro significato profondo ma spesso non si “dicono e non si praticano”. Metafora e domanda su come entrare ed uscire indenni e integri. Come possiamo cercare di mettere sotto assedio i meccanismi seduttivi della società dell’intrattenimento e del mondo globale in cui ogni giorno viviamo pensando di essere liberi.
 

Quali sono gli spettacoli da non perdere nella nuova edizione?

Non si fa questa domanda a chi è autrice delle scelte!
Scherzi a parte sono costretta a fare un elenco ragionato di molti spettacoli e quelli che rimarranno fuori, restano fuori per ragioni di sintesi ma vi prego di andare a vederli perché non ve ne pentirete.
Sicuramente Lucia Calamaro de LA VITA FERMA: sguardi sul dolore del ricordo, capolavoro di drammaturgia contemporanea. Non da meno Theatre NO99 che arrivano dall’Estonia e, in sfregio alla società dei consumi, hanno già scritto da tempo il loro atto di morte: solo 99 spettacoli e poi si chiude. Al LAC con il loro El Dorado: The Clowns’ Raid of Destruction, un ruvido viaggio verso il lato più oscuro del desiderio che esplora i paradossi della condizione umana.
Tom Struyf e i suoi due spettacoli Act to forget e Another great year for fishing, che in un modo di fare teatro non convenzionale elabora una riflessione in merito alla questione di come condurre una vita normale in una società in continua evoluzione.
Pablo Larraìn che non lesina parole ma le usa in maniera tagliente per gridare un atto di accusa contro lo stato e la Chiesa. Il Teatro Elicantropo con.Scannasurice, una sorta di discesa agli “inferi”, riporta in scena uno dei testi più belli di Enzo Moscato, autore di culto del teatro napoletano contemporaneo, vincitore del Premio della critica 2015 come migliore spettacolo.
Marco Berrettini, Hofesh Shechter e i suoi Barbarians, Aiep, Crile/Lorena Dozio, con Officina Orsi, con Daniel Hellmann, che mette a soqquadro il perbenismo. Kristien De Proost e la sua confessione senza indugi e senza bugie sui suoi limiti; Berlin che ci mostrano, attraverso trenta interviste in video, con un meccanismo drammaturgico sorprendente, uno spaccato del mondo contemporaneo, poco importa.

Cosa ti auguri per il futuro del FIT?

Rose e fiori!

 

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