Fiore

Territorio, 06.10.16

Uno sguardo al Film Festival Diritti Umani Lugano #1

Ieri è stato dato il via al Film Festival Diritti Umani Lugano, attraverso la proiezione del film Fiore che racconta la storia di un amore nato in un carcere minorile. La protagonista Daphne, in carcere per rapina, incontra Josh, che si trova lì per lo stesso reato. I due però non si possono frequentare perché in carcere gli uomini e le donne fanno vite separate. Nasce così una relazione a distanza fatta di sguardi, brevi conversazioni attraverso le sbarre e lettere clandestine.
I giovani studenti presenti in sala hanno partecipato attivamente alla visione e al dibattito dal tema Sentimenti imprigionati: i minori e il carcere, ponendo domande interessanti agli ospiti Edo Carrasco (ex calciatore e direttore della Fondazione il Gabbiano), Mauro Broggini (docente e mediatore al carcere della Farera) e al moderatore Bruno Balestra (avvocato e formatore, già procuratore generale).

In un luogo dove già si è privati della libertà, si vive anche la mancanza di amore. Ciò alimenta la rabbia e la tristezza che spesso abitano il cuore dei giovani carcerati e impediscono una reale integrazione. Qual è lo scopo del carcere? Quali sono le misure di reinserimento e queste sono davvero efficaci? I metodi utilizzati per applicare le leggi in carcere sono adatti o a volte non rispettano la dignità della persona? Cosa accade quando un giovane esce dal carcere? Queste sono solo alcune delle domande sulle quali si è potuto riflettere e che probabilmente i ragazzi riprenderanno in classe.

Il pubblico ha potuto anche scoprire squarci di realtà del carcere della Farera attraverso gli interventi di Marco Broggini. O intravedere come possono essere seguiti i ragazzi, una volta scontata la pena nella nostra realtà ticinese.

Un inizio quanto meno interessante, che ha coinvolto da subito i giovani attraverso il tema dei sentimenti, della micro criminalità, del disagio nella società e dell'incarcerazione.

di Manuela Masone