Poverty

Territorio, 07.10.16

Uno sguardo al Film Festival Diritti Umani Lugano #2

Presentato ieri al Film Festival Diritti Umani Lugano, il film documentario Poverty Inc., del Direttore-Produttore Michael Matheson Miller, ricercatore alla Acton Institute nel Michigan. Vincitore di oltre 50 festival del film, del Premio Templeton Freedom per $ 100,000, e di € 5.000 per il Best Documentary Award dal FIFE Environmental Film Festival di Parigi, il film si propone come uno sguardo diverso sul tema della cooperazione internazionale nei paesi in via di sviluppo

Una sala gremita di allievi, quella di ieri al cinema Corso di Lugano, accorsi per questo interessante appuntamento, al seguito del quale si è tenuto un interessante dibattito tra i relatori ed i giovani presenti in sala.

Il documentario affronta il discusso tema del difficile compromesso tra la società dei donatori e coloro che ricevono le donazioni, attraverso una serie di interviste, spezzoni di interventi ed alcuni esempi di riuscita imprenditoriale tramite partnership. Attraverso una visione  anglo-sassone della questione, si cerca di dimostrare come oggi i paesi in via di sviluppo possano essere osservati non più con una connotazione negativa e limitante di una povertà fine a se stessa, ma con una visione più speranzosa, riconoscendo nella persona bisognosa delle proprie capacità, competenze e conoscenze, che se aiutate e stimolate nella giusta direzione, permettono a coloro che vivono in una situazione di disagio di poterne uscire con le proprie forze. 

Molte sono le zone al mondo dove si vive in situazioni di grande difficoltà sociale, politica, culturale e, in alcune zone, anche di sfavorevoli condizioni geo-climatiche, nelle quali non sempre gli interventi esterni, umanitari e politici occidentali soprattutto, sono favorevoli alla ripresa socio-economica del luogo stesso, creando appunto una forma viziosa di dipendenza economica. Il documentario si concentra in particolare su alcune zone dell'Africa centrale e sul caso di Haiti. Centrale anche il tema degli orfanotrofi e dell'adozione, soprattutto nelle situazioni dove i genitori biologici dei bambini adottati sono ancora in vita. Prendendo spunto da una famiglia americana e del loro contributo di partnership ad Haiti, viene dimostrato come certe adozioni possano essere evitate, per favorire le famiglie disagiate attraverso progetti di sviluppo socio-economico in loco, permettendogli di raggiungere una loro indipendenza che gli permetta di custodire i propri figli, senza che questi vengano dati in adozione, che comporterebbe una separazione totale.

Al termine del documentario sono saliti sul palco Isabella Medici (Responsabile Ufficio Svizzera italiana di Helvetas Swiss Intercooperation), Tarciso Arrighini (fondatore, cooperante e dirigente della ONG GCV fino al 2014) e Pietro Veglio, moderatore del dibattito (economista, presidente FOSIT, già direttore esecutivo della Banca Mondiale per la Svizzera), per rispondere alle domande incuriosite degli studenti.

Se ne conclude che vi sono più punti di vista sulla problematica della cooperazione internazionale, e che l'aiuto umanitario è sempre utile e non va negato, ma è bene gestirlo in modo intelligente, trasparente e costruttivo, attraverso la creazione di partnership in loco, che sappiano favorire uno sviluppo socio-economico quanto più verso l'indipendenza. 

 

di Carlotta Colombi

 

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