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Comunicazioni, 15.10.13

Una nuova Facoltà in scienze biomediche per lo sviluppo del Master in medicina

I contorni del progetto sono chiaro dal punto di vista accademico: tocca ora alla politica valutare quanto proposto dal gruppo di studio Scenari per una strutturazione della formazione clinica in medicina nel Ticino. La nuova Facoltà accoglierebbe al suo interno un Istituto di medicina umana, a cui sarebbe preposta l'organizzazione e la gestione del Master in Medicina: l'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) e le relative attività formative a livello dottorale; la formazione continua in imprenditorialità, con l'istituzione di un Center of Advanced Studies in Biomedical Entrepreneurship (CASEbiomed); altre attività di formazione e ricerca in comune con le Facoltà di scienze della comunicazione, scienze ecnomiche e scienze informatiche.

La carenza di medici, con la necessità di far capo a medici esteri, e il limitato numero di posti di formazione offerti dalle Facoltà svizzere sono spesso al centro del dibattito polticino nazionale. In questo contesto, il progetto proposto al Consiglio di Stato va incontro alla decisione di principio del "Dialogo della politicia nazionale della santà", organo comune alla Confederazione e ai Cantoni, che prevede la creazione a livello svizzero 300 posti in più rispetto ad oggi, a partire dall'anno accademico 2018/2019. A livello ticinese trova consenso la necessità di nuove strategie di sviluppo, anche per compensare le difficoltà della piazza finanziaria: la ricerca scientifica potrebbe rappresentarne un importante elemento, in particolare nel campo biomedico, cardiologico, oncologioco e neurologico.

Il contesto per l'istituzione di una nuova Facoltà in questo settore sembra quindi estremamente favorevole a livello sia nazionale che cantonale, costituendo un'occasione da non perdere per lo sviluppo non soltano scientifico, ma anche sociale ed economico della Svizzera italiana.

Il Master in medicina umana: una collaborazione allargata con diverse Facoltà
Così contestualizzato, all'interno di un Istituto di medicina umana entro una Facoltà di scienze biomediche, il Master in medicina dell'USI godrebbe della collaborazione con varie università convenzionate, di cui assumerà il ruolo di università di riferimento per l'accreditamento del Master e il riconoscimento dei primi titoli. Le Facoltà convenzionate collaborano in egual modo sul fronte della didattica, della ricerca, della clinica e a vario titolo nell'acquisizione degli studenti.

Il Master dell'USI, che dovrebbe accogliere al primo anno dai 60 ai 70 studenti, avrà successo se saprà offrire non solo un insegnamento di qualità, ma anche opportunità che lo distinguano dalle altre formazioni. Nel rispetto nel Catalogo delle competenze del BAG (Ufficio federale della sanità pubblica), è immaginabile che il Master dell'USI si differenzi per due caratteristiche:

1. Un approfondimento di competenze scientifiche per una miglior preparazione alla ricerca.
L'USI grazie alle ocmpetenze dell'Istituto di ricerca in biomedicina e dell'Istituto di scienze computazionali può offrire fin da subito buone ppportunità a rendere attrattivo il nuovo percorso di formazione clinica.

2. Un approfondimento relativo alla gestione della salute pubblica con particolare attenzione alla medicina di famiglia.
Già nel primo rapporto del Gruppo di lavoro si segnalava la possibilità di creare un Istituto di medicina di famiglia, come previsto in varie Facoltà e come preconizzato da varie iniziative.