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Franco Ambrosetti incontra Gino Paoli - Estival Jazz 2013

feat. Franco Cerri, Daniel Humair e Danilo Rea

Continua Estival Jazz Lugano, una manifestazione che è ormai parte integrante dell'estate luganese. Per questo appuntamento saliranno sul palco di Piazza Riforma Franco Ambrosetti e Gino Paoli.

FRANCO AMBROSETTI
Quello di Ambrosetti è uno dei nomi storici del Jazz in Europa e negli Stati Uniti, un musicista sulla cresta dell'onda dagli anni '60 nonché artista della prestigiosa etichetta Enja dal 1980. "È l'unico bianco ad avere un suono nero" ha detto di lui Miles Davis. Grande improvvisatore, Franco ci ha abituati a un suono limpido e caldo, lirico ma senza troppi cromatismi, sempre attento alla limpidezza timbrica. Ha collaborato con i migliori jazzisti, da Uri Caine a nomi storici come Phil Woods, Michael Brecker, Dexter Gordon, Cannonball Adderley, Joe Henderson, Ron Carter, Victor Lewis, Gato Barbieri, Dave Holland, Kenny Barron, John Scofield e molti altri ancora.

Fondamentale è stato il suo sodalizio con il compianto George Gruntz e con Daniel Humair nell'esperienza con la Band del padre, l'altosassofonista Flavio Ambrosetti, pioniere del Jazz europeo negli anni '50-'60 anch'egli recentemente scomparso. Molti sono i riconoscimenti che il musicista luganese ha ricevuto nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera.
Vogliamo almeno ricordare nel 1980 e nel 1982 lo Special Award ottenuto al Festival di Montreux per gli album "Close Encounter" e "Heart Bop" e nel 1996 il Primo Premio all¹International Jazz Competition di Vienna nonché il Premio alla Carriera di Estival nel 2011. Questo concerto è voluto anche per rendere omaggio a papà Flavio e a George Gruntz, due grandi protagonisti del Jazz svizzero e europeo, due amici di Estival che la piazza ricorderà con affetto e commozione. Accanto a Franco, sul palco luganese, ci sarà anche Gianluca Ambrosetti con il suo sax soprano: un segno di continuità musicale all'insegna del grande Jazz. 

GINO PAOLI
"La gatta", "Il cielo in una stanza", "Senza fine", "Due poveri amanti", "Sapore di sale", "Che cosa c'è", "Quattro amici" ma anche "Albergo a ore" (Les amants d'un jour) e "Non andar via" (Ne me quitte pas): ma come si fa a ricordarle tutte? Autore di molte delle più belle pagine della canzone italiana scritte nella seconda metà del Novecento, quella di Gino Paoli è una carriera iniziata come pittore e disegnatore pubblicitario tra i carruggi di Genova ma destinata a eleggerlo rappresentante della generazione dei cantautori genovesi. Sulla scena musicale ben pochi hanno la sua statura artistica, la sua sensibilità, la sua vena poetica dove talvolta affiorano le sue passioni letterarie degli inizi: da Henry Miller a Luois-Ferdinand Céline fino ai versi di John Donne.

Oggi Paoli è un gran signore che continua a fare con passione il mestiere del cantautore con un gusto musicale non etichettabile in facili definizioni. Infatti non è solamente colui che "trova le parole giuste e le coniuga con la musica per poi cantarle", Paoli è anche molto di più.  Basti solo pensare alla sua stretta parentela fra le note dei suoi successi e il Jazz già testimoniato nel cd "Milestones. Un incontro in jazz" inciso nel 2008 con Enrico Rava, Danilo Rea, Roberto Gatto, Flavio Bolto, Rosario Bonaccorso, dove l'artista genovese rileggeva alcuni dei suoi successi. Oltre a essere cantautore impareggiabile Paoli è anche interprete di prima qualità che sa sperimentare strade artistiche nuove e appartiene alla categoria di quei pochi che hanno raggiunto le più alte vette della qualità e della popolarità senza doversi piegare alle leggi del mercato discografico (ha partecipato solo a cinque festival di Sanremo) creando canzoni che resteranno nel patrimonio della musica leggera non solo italiana. Un esempio è "Senza fine", il ritratto di Ornella Vanoni scritto dopo il loro primo incontro: un motivo che ha fatto il giro del mondo e figura nel repertorio di molte orchestre.

Gino Paoli è anche colui che ha aiutato a muovere i primi passi a Luigi Tenco, Lucio Dalla, Fabrizio De André, Zucchero ma è stato anche colui che non ha voltato le spalle a Umberto Bindi quando dichiarava la sua omosessualità. Un'ultima chicca: il Paoli "anticipatore" è stato il primo protagonista di un videoclip musicale a colori italiano con "La gatta" (1961) anticipando quello realizzato da Bob Dylan per "Subterranean Homesick Blues" (1965). È tutto dire.


Franco Ambrosetti, flh; Guest star Gino Paoli, voc, p; Danilo Rea, p; Franco Cerri, g; Gianluca Ambrosetti, s; Jérôme Regard, b; Daniel Humair, dr



Artisti

Franco Ambrosetti, flh; Guest star


Promotori

Estival Eventi
6900 Lugano
www.estivaleventi.ch
info@estivaljazz.ch