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sab 17.08.13

21:30
Sandro joyeux

sab 17.08.13

21:30

Sandro Joyeux - Afro/ Folk'n Reggae

La strada, l’autostop, i camion, i treni a scrocco. La ricerca del padre, il mondo alla rovescia, l’arabo, la musica che comincia a entrare nelle vene senza uscirne più. La vita di Sandro Joyeux è un romanzo fermo a metà, dalle pagine lise e un finale tutto da scoprire. Se non fosse per qualche certezza fusa nelle parole, nei suoni, nel sentirsi parte di una sorta di nuova beat generation confinata a Dakar o giù di lì, in undici canzoni che abbracciano un sud piegato dalla guerra e dallo sfruttamento che preferisce vivere, mostrare con orgoglio le proprie radici, rivendicandole.

Un ragazzo di origini francesi che si mette in testa di spostare al centro dell’universo l’Africa nera con i suoi dialetti, le sue mille frammentazioni per poi impossessarsi di canzoni in arrivo dal Mali, dal Senegal, dal Niger, dal Congo, dalla Costa d’Avorio come “Kemè Bouramà” e “Sunu societè”, parti integranti della tradizione africana, sconosciuta da chi si fa scudo della pelle bianca e delle sue sicurezze.

Joyeux invita a salire sul piedistallo artisti dal pedigree infinito come Zao, Boubacar Traoré, i Magic System, un certo Fela Kuti, spesso scarnificandoli , altre volte senza discostarsi troppo dall’originale. In ogni caso la sua è un’impronta visibile, così come quella chitarra nuda, quella voce polverosa e sofferta, elementi che si riverberano nei pezzi autografi: l’acustica “Niomiyiran”, una sorta di introduzione al discorso che da lì a poco si svilupperà, il reggae di “Kingston” che incrocia la tarantella, i ritmi di “Sur les rives”, gli arpeggi rabbiosi di “Voleurs de vie” che Sandro Joyeux, forte del piccolo aiuto di artisti del calibro di Daniele Sepe (sassofono in “Zombie”) e Ilaria graziano (voce e cori nella già menzionata “Sunu societè”), e del non indifferente impatto delle sue canzoni, ha deciso di rappresentare lungo lo stivale e per le strade di mezzo mondo.
La sua musica genera allegria gettando un ponte tra la tradizione cantautoriale francese e i ritmi afro-folk, mescolando musica di viaggi, di danza e di condivisione.


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