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Informazione e potere: un rapporto difficile

con Ludovic Rocchi e Lorenzo Cantoni, modera Alfonso Tuor

"E' la stampa bellezza! E tu non ci puoi fare niente" : questa battuta ormai mitica pronunciata da Humphrey Bogart fra il rumore assordante della rotativa, chiude il film "Deadline" ("L'ultima minaccia") del 1952. Sono passati più di 60 anni, ma il film dell'ex-giornalista Richard Brooks continua a essere considerato uno dei più eloquenti sulla libertà di stampa, minacciata dai gruppi di pressione e dagli interessi mercantili.

Oggi le nuove tecnologie hanno stravolto il mondo dei media: la velocità e l'immediatezza dei mezzi di comunicazione chiedono un alto tributo all'approfondimento e alla verifica delle notizie. Le pressioni e i condizionamenti del potere sulla libertà di stampa sono sempre in agguato anche nei paesi dove un sistema democratico e la presenza di una moltitudine di testate e di media elettronici dovrebbero garantire un confortante pluralismo e quelle libertà fondamentali ancorate in ogni costituzione liberale.

Eppure, in tutto il mondo queste libertà vengono violate: la concentrazione delle testate in mano ai magnati o a grossi gruppi editoriali ed economici favoriscono un appiattimento e un'omologazione della stampa, spesso gli stessi giornalisti si autocensurano per adeguarsi agli interessi di padroni e inserzionisti che costituiscono potenti lobby politico-finanziarie.

Anche la Svizzera non fa eccezione tanto che quest'anno, nella classifica sulla libertà di stampa stilata da Reporters sans frontières, è scivolata dal 14° al 15° rango ( era ancora all'8° due anni fa) su 179 Stati considerati.

E quando un giornalista "sgarra" sa di rischiare grosso, fino a vedersi perquisire il proprio domicilio in violazione di quella pietra miliare della libertà di stampa che si chiama protezione delle fonti.

IL Club Plinio Verda affronta questo spinoso e attualissimo tema con Ludovic Rocchi, giornalista romando de Le Matin, protagonista di una vicenda che ha fatto scalpore in Svizzera e all'estero proprio perché ha subìto -fatto senza precedenti nel nostro paese- una perquisizione con sequestro di dati dal suo PC. Con lui si confronterà Lorenzo Cantoni, professore ordinario e decano della Facoltà di scienze della comunicazione dell'USI.


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