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Introduzione alla figura di Alfred Andersch scrittore

Con il Professore Giuseppe Curonici

Giuseppe Curonici, 70 anni, laureato in filosofia teoretica all'Università Cattolica di Milano, dove ha seguito anche corsi di storia dell'arte, ha studiato a lungo privatamente musica.

Nel 1979 è stato eletto nel comitato della CORSI. Dal 1986 al 1999 è stato direttore della Biblioteca cantonale di Lugano. Scrive regolarmente di arte contemporanea e fa parte da anni della giuria del Premio Chiara. Nel 2002, con L'interruzione del Parsifal dopo il primo atto (Interlinea), ha fatto il suo esordio come narratore, ottenendo il premio "Bagutta opera prima".

ANDERSCH, Alfred. - Scrittore tedesco, nato a Monaco il 4 febbraio 1914, vive nel Ticino (Svizzera)

La sua opera soprattutto narrativa riceve sollecitazione e alimento da due sorgenti diverse: una cultura cosmopolitica, raffinata, perennemente inquieta, che sull'esempio di E. Vittorini si sforza di essere sempre all'avanguardia, riassumendo ed elaborando i risultati delle giovani leve letterarie, e d'altra parte l'urgenza morale di un serio impegno politico, guardato ormai più con nostalgia che quale realtà operante nella coscienza.

Così l'immagine dello scrittore, dalle prime opere: Deutsche Literatur in der Entscheidung, 1948, ovvero Die Kirschen der Freiheit, 1952, nella quale si accenna al putsch-hitleriano di Monaco, sino alle più recenti, il romanzo Sansibar oder Der letzte Gruund, 1957 - che è finora il libro che unisce con miglior esito le due componenti della sua tematica abituale - rimane quella di un uomo polemico e sensibile, audace ma sempre attento alla voce lirica del proprio io; il suo tormento e la sua malinconia non è solo quella di chi è uscito fuori dal comunismo, convinto di aver scelto la giusta via, ma di chi, pronto per istinto a ribellarsi alla violenza - molto belle le pagine del racconto su De Gaulle Die Nacht der Giraffe - cerca l'arduo, quasi impossibile equilibrio tra la buona letteratura e l'engagement.

Per cui i suoi lavori sfiorano qualche volta il pastiche, mostrano il virtuosismo del montaggio (come in quello radiofonico: Der Tod des James Dean, 1960) o ripiegano, con minor suggestione, nella tradizione del realismo psicologico, come nel romanzo Die Rote, 1960.


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