Carole roussopoulos une femme a la camera

Carole Roussopoulos: una reporter con la videocamera

Un documentario di Emmanuelle de Riedmatten

La storia delle donne svizzere è ricca di personalità intraprendenti e certamente sorprendenti per l'importanza dello sviluppo del pensiero. Talvolta però le diversità culturali e linguistiche che caratterizzano il nostro Paese rischiano di privare il pubblico di donne e uomini del Ticino della conoscenza di storie e storia collettiva che hanno permesso l'evoluzione del pensiero del popolo svizzero.

In occasione delle produzioni SSR sulla storia del nostro Paese 'Gli Svizzeri' del novembre 2013, la RSI ha presentato, forse proprio grazie alle contestazioni anche ticinesi sulla mancanza di figure femminili, la sezione 'Le Svizzere' la cui programmazione prevedeva alcuni documentari su personalità femminili. 

Carole Kalbermatten (sposata a Paul Roussopoulus) figlia di famiglia dell'alta borghesia vallesana, giovanissima parte alla volta di Parigi, nel pieno delle contestazioni giovanili del '68.
Dal momento che imbraccia una videocamera (la mitica "Portapak" di Sony, il cui primo esemplare fu comperato da Jean-Luc Godard), per 40 anni documenterà con passione la vita delle persone e delle idee, combattendo la battaglia degli oppressi e di chi non ha accesso allo spazio pubblico. 
Carole, femminista militante, documenterà, tra le sue 100 produzioni, la storia del movimento femminista romando e francese nel video "Debout!: Une histoire du mouvement des femmes 1970-1980"
Alcuni storici identificano il '900 come il secolo delle donne, caratterizzato da una rivoluzione profonda della società e dei rapporti tra i sessi. Per la Svizzera il diritto di voto ottenuto solo nel 1971 ha ritardato fortemente l'evoluzione sociale e l'attuazione di politiche sociali e del mercato del lavoro che sapessero rispondere ai bisogni di una moderna femminilità (basti pensare alle persistenti discriminazioni salariali, alla sottorappresentanza femminile negli ambiti economici e politici). Ciononostante si assiste ancora, e sempre di più, alla stigmatizzazione del femminismo, al tentativo di delegittimare le istanze politiche e sociali delle donne o di ridurle a sole 'questioni femminili' rinnegando loro l’interesse sociale e collettivo che meritano.

Cosa vuole dire oggi essere femminista? Dopo l'epoca emancipazionista degli anni '70, deriso ancora oggi da molti detrattori, come è cambiato il femminismo? Cosa conoscono le giovani donne delle aspirazioni e degli ideali di quella stagione e cosa è cambiato?

Per iniziare a rispondere a queste domande, alla proiezione del documentario seguirà una tavola rotonda moderata dalla giornalista RSI Bettina Müller che avrà il compito di condurre alcune donne di diverse generazioni a interrogarsi sul femminismo e il ruolo che può avere oggi.

Programma e ospiti al Cinema Lux di Massagno

Ore 20.00
Presentazione del documentario da parte dell'autrice Emmanuelle de Riedmatten

Ore 20.15 - 21.40
Proiezione del documentario Carole Roussopoulos, una reporter con la videocamera
di Emmanuelle de Riedmatten, 2011

21.40 - 22.30
Tavola rotonda: moderatrice Bettina Müller, giornalista RSI e autrice con Francesca Mandelli de "Il direttore in bikini e altri scivoloni linguistici tra femminile e maschile" ed. Casagrqnde, 2013.

Saranno inoltre presenti: Lisa Boscolo (studente), Linda Cortesi (giovane sindacalista VPOD), Antonella Steib Neuenschwander (municipale a Monte Carasso), Sonja Crivelli (psicopedagogista in pensione) e la regista Emmanuelle de Riedmatten.

Discussione con il pubblico

Emmanuelle de Riedmatten
Nata a Sion nel 1954, dopo il diploma di infermiera si diploma in Etnologia all'università di Neuchatel. Diverse esperienze nell'ambito cinematografico e televisivo la portano nel 2000 a dirigere il suo primo documentario a cui ne seguiranno altri fino al documentario 'Carole Roussopoulus: une femme à la camera'.
 


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