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22208

Le lacrime perdute di Platone

Conferenza di Matteo Nucci

Appassionato "lettore" di Omero, Platone fonda uno dei suoi dialoghi più famosi e influenti - La Repubblica - su una critica drastica dei primi esempi di letteratura occidentale: i poemi omerici. Come è stato notato da sempre, l'urgenza politica della costruzione di un nuovo modello di Stato ha la meglio su ogni affetto e in primo luogo su quei poemi che Platone conosce a memoria e di cui sa bene la potenza letteraria e la capacità educativa. Ma proprio in questa pervasività paideutica sta la chiave del rifiuto. Il cuore della critica platonica, del resto, ruota attorno all'emotività degli eroi e, in particolare, alla loro disposizione al pianto. Il pericolo che i futuri guardiani dello Stato crescano "troppo emotivi e molli" prevale sull'ammirazione del giovane che avrebbe voluto farsi poeta e che, incontrato Socrate, decise di dedicarsi solo alla filosofia. Ma quali scenari si aprono con questa drastica condanna? Quali segreti motivi affiorano? Non è destinata, la rimozione platonica, a generare eterno rimpianto?

Matteo Nucci è nato nel 1970 a Roma. Ha studiato il pensiero antico formandosi a La Sapienza con Gabriele Giannantoni. In particolare, si è dedicato alle origini del pensiero, Socrate e Platone. I suoi articoli sono usciti sulle principali riviste scientifiche italiane e una sua traduzione e cura del Simposio di Platone è apparsa nel 2009 per Einaudi. Nel 2014 ha pubblicato, sempre per Einaudi, un saggio romanzato dal titolo Le lacrime degli eroi. Dal 2005 pubblica narrativa. Molti racconti sono apparsi su riviste letterarie come Nuovi Argomenti e Il Caffè Illustrato.

In collaborazione con Associazione Italiana di Cultura Classica, Delegazione della Svizzera Italiana


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