Accademia di architettura mendrisio

Riuso, restauro, architettura di Bruno Reichlin

Esiste davvero un’architettura di qualità dopo il XIX secolo? Siamo portati a non considerare degne di nota le architetture costruite nel XX secolo, trascurando anche quelle opere che meriterebbero accurati interventi di riuso e restauro. “Alcuni edifici del secolo scorso sono veri e propri capolavori – commenta il prof. Bruno Reichlin, responsabile del progetto – che occorre salvare dal degrado e dalla demolizione. Spesso però le istituzioni dei paesi in cui si trovano non ne sono consapevoli”. Molti di questi edifici rispondono ancora bene alle esigenze odierne, alcuni sono delle rarità dal punto di vista dell’espressione estetico-formale, altri hanno un valore storico, affettivo, altri ancora sono esempi unici di perizia tecnica o di una sapienza artigianale che rischia di andar persa.
“Oggi - spiega Reichlin - si stima che fra il 60 e il 70% dell’attività edilizia nel nostro paese sia ‘riciclaggio’ dell’esistente, ma nelle scuole professionali o universitarie non c’è ancora la cultura necessaria per formare gli architetti che saranno chiamati a gestire questi interventi. Serve una cultura storica e una profonda conoscenza delle tecniche e dei materiali usati nel XX secolo”. Ecco perché un’enciclopedia critica.
Il termine ‘enciclopedia’ rimanda all’originaria idea dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert: prima di tutto una sistematizzazione di tanti saperi disparati, raccolti in una struttura organica che conferisce loro una forte portata pedagogica; ‘critica’ perché è il distillato di una selezione ragionata di casi studio e voci teoriche.

Conseguito il diploma d’architetto al Politecnico Federale di Zurigo (ETHZ), Bruno Reichlin è stato assistente di Giovanni K. König all’Università di Firenze dal 1969 al 1970 e di Aldo Rossi all’ETHZ dal 1972 al 1974. È stato collaboratore scientifico dell’Institut für Geschichte und Theorie der Architektur del Politecnico Federale di Zurigo (1972-1981), Professore alla Ecole d’architecture di Nancy (1983-1984), alla Ecole d’architecture dell’Università di Ginevra (1984-1994) e all’Institut Universitaire d’Architecturedi Ginevra (1995-2006) dove è stato responsabile del terzo ciclo di studi Sauvegarde du patrimoine bâti. Dal 2000 è docente all’Accademia di architettura di Mendrisio. È autore di numerosi progetti e opere d’architettura realizzati con Fabio Reinhart, con Marie-Claude Bétrix ed Eraldo Consolascio, Zurigo e con Santiago Calatrava. Con Gabriele Geronzi ha progettato diversi mobili per Molteni. In qualità di autore, curatore e/o architetto ha seguito numerose esposizioni ed è autore di molti studi e scritti su Le Corbusier, Max Bill, Frederick Kiesler, Asnago e Vender, Robert Mallet-Stevens, Carlo Mollino, Jean Prouvé, Alberto Sartoris, Ludwig Mies van der Rohe, Carl Weidemeyer, Auguste Perret, Vittoriano Viganò, Adalberto Libera, BBPR, Philip Johnson e su architetti contemporanei


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