Gentlemans agreement poster 03

Gentleman's Agreement

Rassegna Elia Kazan (e i suoi attori )

Uomo dalle molte contraddizioni, diviso tra il sentimento dello sradicamento e il desiderio di integrazione, sempre attratto dalle situazioni conflittuali, ossessionato dalla fisicità dei corpi, enfaticamente rappresentata sia nelle regie teatrali sia nei film realizzati a partire dagli anni Cinquanta, Kazan ha lasciato, pur con i suoi alti e bassi, un segno profondo nel cinema americano del dopoguerra. E per questo i Circoli del cinema del Ticino hanno deciso di proporre una rilettura completa dei suoi film, che permetterà di seguire la sua evoluzione artistica e la sua indiscutibile maestria nel dirigere gli attori verso il risultato intimamente voluto.

Barriera invisibile  

Regia Elia Kasan

USA | 1948 | 113’

Interpreti: Gregory Peck, Dorothy McGuire, John Garfield, Celeste Holm, Anne Revere, June Havoc, Albert Dekker, Jane Wyatt, Dean Stockwell, Nicholas Joy, Sam Jaffe…

v.o. inglese, st. italiano, bianco e nero

Per scrivere una serie di articoli sull’antisemitismo, Phil Green (Peck) si finge ebreo: scoprirà che il razzismo si nasconde anche in ambienti e persone insospettate; magari convinte in cuor loro di non esserlo, come la fidanzata Kathy (McGuire).

Uno spunto originale e controcorrente perde buona parte della sua forza per via di una sceneggiatura (di Moss Hart, dal romanzo di Laura Z. Hobson, su cui intervenne molto il produttore F. Zanuck) mai davvero capace di graffiare. E anche l’idea di limitare l’inchiesta all’antisemitismo “quotidiano” – tra le domande del figlio (Stockwell) e le confidenze della segretaria (Havoc) – non aiuta a trarre le reali conseguenze di quello che si scopre. Anche per le violente reazioni della stessa comunità ebraica di Hollywood, spaventata che qualcuno potesse incrinare un comodo stato di fatto. Oggi il film appare perfino ingenuo nel suo idealismo senza ombre, ma ai tempi fece discutere e fu premiato con tre Oscar: miglior film, miglior regia e miglior attrice non protagonista (Celeste Holm, nella parte della collega disincantata e sola). (Mereghetti)

A Hollywood erano ancora i produttori che dettavano le regole del gioco. Mi domando ancora perché ho serbato così pochi ricordi di Gentleman’s Agreement. Benché Darryl Zanuck abbia ricevuto l’Oscar per il miglior film e io quello per la regia, ho ben poche cose da dire sul modo in cui questo film ha visto la luce. Modello di ciò che i grandi studios potevano produrre, era perfetto nel suo genere, vale a dire che non aveva personalità, ma al contrario “diverse” personalità, come in un ritratto di gruppo: quelle di Darryl Zanuck e di ogni responsabile di dipartimento della 20th Century Fox (…) Tenuto conto della gravità del problema affrontato, il film suona un po’ falso. Ma, come Peck, ha una buona scusa: “Made in Hollywood, 1947”. (Elia Kazan)

Programma Rassegna Elia Kazan


Entrata

CHF 10.- | 8.- | 6.-


Rassegna a cura dei Circoli dei cinema ticinesi, in collaborazione con il Festival del film Locarno (www.pardo.ch)


Promotori

Circolo del cinema di Bellinzona
6500 Bellinzona
www.cicibi.ch
info@cicibi.ch