ven 13.05.16

20:30
Cattura

ven 13.05.16

20:30

Pilade

LuganoInScena

Mito e guerra
Focus su Pasolini

Pilade, l'obbediente, il silenzioso, il discreto, il timido Pilade, nato per essere amico, è la figura di un “diverso”, dotato di una grazia cristallina. Ostinatamente e senza farsi distrarre dalle mille sirene del nuovo tempo, rincorre una luce come un Santo. Oggi Pilade è irrimediabilmente solo e assediato da Atena, la dea che “non conosce il ventre materno né le perversioni che nascono dalla nostalgia” e trova unico rifugio possibile nella Poesia.
Incontra la sorella di Oreste, Elettra, e conosce un desiderio indicibile, mai provato prima, disperato e incontenibile, come una macchia di petrolio su un cuore puro. Oreste, l'amico fidato, parla ora il linguaggio della nuova società, un linguaggio incomprensibile, vuoto, che ottunde la mente. La piazza di Argo si prepara a divenire città del futuro, illuminata dalla luce di Atena, la dea della ragione. Nel paese natale, altri giovani cantano altre canzoni, incomprensibili per chi non è al passo con i tempi. Nel pensiero di Oreste il movimento della nuova vita è verso il progresso, il potere, la luce di un futuro accecante e promettente, mentre nella prospettiva di Pilade “la più grande attrazione di ognuno di noi è verso il passato, perché è l'unica cosa che noi conosciamo ed amiamo veramente: è il ventre di nostra madre la nostra meta”. Oreste difenderà quindi a oltranza la ragione, il progresso e il dominio della città da parte della sola classe borghese, mentre Pilade tenterà di ricondurre Oreste ai valori legati al passato.

Ma il sogno utopico di una conciliazione tra il vecchio mondo e quello nuovo, regolato da altre regole e altri valori, la speranza di trovare un punto d'incontro tra ragione e pulsioni irrazionali, tra noi e i nostri avi, fallisce miseramente: la democrazia dell'Aeropago emargina il diverso mentre Oreste diviene lentamente ed inesorabilmente un uomo di potere. Pilade si ostina, con la forza della dolcezza, dell'amore e della caparbietà, a restare fedele al vecchio mondo, a non tradire gli antichi ideali. È una storia di devozione, dedizione, ingenuità perduta, disperata dolcezza, fedeltà assoluta, ricerca ostinata della verità, assoluta lealtà, amore maschile. E per questo Pilade rimarrà per sempre solo.

Attraverso il lavoro sulla recitazione di Daniele Salvo, il pensiero e il corpo di Pasolini giungono con forza sino ai nostri giorni. Si tratta di un’attualizzazione non esteriorizzata nei costumi o nelle scene, ma celata nell’interpretazione e nel lavoro sulla recitazione, una recitazione colma di segreti, obliqua e antiretorica.

Calendario LIS 2015-16 (PDF 0.6 MB)


Entrata

Cat. prezzo J
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Di: Pier Paolo Pasolini
Regia e drammaturgia di: Daniele Salvo
Con: Ivan Alovisio, Sara Aprile, Claudia Benassi, Simone Bobini, Simone Ciampi, Michele Costabile, Elio D’Alessandro, Marcella Favilla, Melania Fiore, Selene Gandini, Paola Giglio, Piero Grant, Marco Imparato, Francesca Mària, Sara Pallini, Silvia Pietta e Alessandra Salamida
Musiche: Marco Podda
Actor coach: Melania Giglio
Costumi: Nika Campisi e Claudia Montanari
Assistenti alla regia: Ruggero Cecchi e Alessandro Gorgoni
Produzione: La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello


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