lun 18.01.16

20:30
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lun 18.01.16

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Iliade di Omero

LuganoInScena

Mito e Guerra
Età da 11 anni

“Iliade” è un testo vivo; quello di Maria Grazia Cipriani è immersione, scavo dritto al cuore del dettato omerico, ritessitura di un poema altrimenti troppo esteso per uno spettacolo. Nel copione quattordici dei ventiquattro libri originali, tutti a loro modo adattati. Il taglio si concentra su alcuni aspetti per tralasciarne altri: in rilievo la vicenda di Patroclo (la più fedele al poema), mentre sono assenti Ulisse, Paride, Menelao, Aiace e varie figure femminili (tranne Teti e Andromaca, su fronti opposti). Le vicende sentimentali sono escluse, in favore di un approccio virile, di uomini in guerra, valori quali gloria e vittoria. Domina Giove sugli altri dèi che, in silenzio, osservano la mattanza dalle finestrelle in legno. Nella prima parte sono gli eroi achei in primo piano, sino all’ingresso di Ettore. È lui a far valere la ragione degli attaccati. Negletto, abbandonato dal fratello e dai compagni, combatte per la sua patria. A poco valgono le preghiere del padre e della moglie nel momento più toccante della vicenda. E così si termina con i due eroi, l’uno di fronte all’altro. Vendetta e onore pronti a scontrarsi a spada sguainata. E la vita non pende dalla parte dell’eroe tenero, dell’uomo che ha paura; è la vendetta ad avere la meglio.

C’è una selezione chiara delle molte storie che compongono la vicenda: la componente letteraria è modellata ad arte, frutto di un raffinato lavoro che è scrittura di scena, messa a punto di una visione potente, distruttiva, e che riesce a rendere, con dolente dolcezza, la storia delle vittime di una guerra prepotentemente maschile.

“Iliade”, dalle parole tradotte, sudate di un italiano ormai arcaico, tanto maestoso quanto sfuggente, si risolve in grafica geometrica, allucinazione febbrile, deformazione al cui interno arde l’immagine dell’arte vascolare di una gloria ricercata per capriccio bambino che, inesorabile, soddisfa la propria infinita sete di sangue. “Iliade” è ciò che resta dopo il furore, lasciando solo macerie; è la resa dell’umano, della disperata separazione, la resa imposta a un meccanismo di guerra nutrito di corpi, il conto alla rovescia che separa la morte inevitabile del toro costretto a soccombere contro il leone.

Uno spettacolo stupefacente, intenso, dovuto alla regia e all’adattamento di Maria Grazia Cipriani e a quel mago della scenografia, del costume e dell’arte meccanica che è Graziano Gregori. Bravi tutti e nove gli attori.” (Rodolfo Di Giammarco, la Repubblica)

Con il sostegno del Percento Culturale Migros Ticino.

Calendario LIS 2015-16 


Entrata

Cat. prezzo H

Da CHF 30.-
Maggiori informazioni: www.luganoinscena.ch


Informazioni extra

Biglietteria On-Line
Call center Ticketcorner 0900 800 800
Tutti i giorni dalle 8 alle 22 | fr. 1.19/min. da rete fissa

Informazioni e prenotazioni:
LuganoInScena c/o Biglietteria LAC
Piazza Bernardino Luini 6 - Lugano
+41 (0)58 866 42 22 | info@luganoinscena.ch


Di: Omero
Adattamento e regia: Maria Grazia Cipriani
Traduzione: Vincenzo Monti e Rosa Calzecchi Onesti
Con: Giovanni Balzaretti, Nicolò Belliti, Andrea Jonathan Bertolai, Elsa Bossi, Maria Vittoria Nervi, Fabio Pappacena, Giacomo Pecchia, Antonio Pomponio e Giacomo Vezzani
Scene e costumi: Graziano Gregori
Suono: Hubert Westkemper
Produzione: Teatro del Carretto 


Promotori

LuganoInScena
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6900 Lugano
Tel. +41 (0)58 866 42 22
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Contatto: LAC Lugano Arte e Cultura