mar 01.12.15

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Gett, le procès de Viviane Amsalem

Cinema dal Mondo | Speciale Medio Oriente

Per la seconda volta questa rassegna, indispensabile al fine di allargare l’offerta cinematografica al di là dei confini occidentali imposti dal mercato, si concentra su uno specifico territorio: il Medio Oriente. Territorio vastissimo, che per comodità possiamo estendere dall’Egitto all’Iran, di cui quotidianamente i media ci rendono conto con bollettini di guerra, di tensioni, di atrocità. Territorio sul quale probabilmente si stanno giocando i destini del mondo intero e che quindi non può non riguardarci da vicino, come tra l’altro sta a dimostrare l’inarrestabile fenomeno migratorio verso i paesi europei.

Questa rassegna presenta quindici film recenti girati in vari paesi del Medio Oriente (una buona parte in prima visione ticinese, uno in anteprima svizzera) e intende accompagnare lo spettatore in un viaggio di conoscenza verso terre dal nome abusato ma di fatto ancora tutte da esplorare, alla scoperta di uomini e donne che siamo abituati a classificare in base alla loro appartenenza religiosa o politica ma che siamo poco inclini a incontrare e ad accettare realmente come nostri simili.

GETT, LE PROCÈS DE VIVIANE AMSALEM Israele

Ronit e Shlomi Elkabetz

Israele/Francia/Germania 2014,  v.o. ebraica, st. f, 115’

Nominato per il Miglior film straniero, Golden Globes 2015

Prima visione ticinese

Viviane Amsalem chiede il divorzio da tre anni, ma suo marito Elisha glielo rifiuta. In Israele soltanto i Rabbini possono pronunciare un matrimonio e la sua dissoluzione, possibile però solo con il consenso del marito. La determinazione di Viviane a lottare per la sua libertà e il ruolo ambiguo dei giudici configurano una procedura dove il tragico si mescola all’assurdo e dove si dibatte di tutto salvo che della richiesta iniziale. 

È davvero un bel film Viviane, uno dei pochi che abbia il legittimo diritto di fregiarsi della definizione di “kafkiano”. Non solo per gli ovvi rimandi a Il processo e per la straniante assurdità delle situazioni, ma perché, come ben sapeva Kafka e come a un certo punto viene detto nel film, “tutti siamo imputati”. La colpa del peccato originale non è mai stata riscattata e siamo tutti colpevoli di qualcosa. Il problema, però, è che a decidere della vita altrui è un’autorità che dice di rappresentare la volontà dell’Onnipotente e la contestazione di Viviane della legge è in questo senso decisa e irremovibile. 

Locandina PDF


Entrata

CHF 10.–/8.–/6.–


Promotori

Circolo del cinema di Bellinzona
6500 Bellinzona
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LuganoCinema93
c/o Raffaella Macaluso
6945 Origlio
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