lun 22.02.16

18:30

mar 01.03.16

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America, America (Il ribelle dell’Anatolia)

Rassegna Elia Kazan e i suoi attori - parte seconda (1954-1976)

Uomo dalle molte contraddizioni, diviso tra il sentimento dello sradicamento e il desiderio di integrazione, sempre attratto dalle situazioni conflittuali, ossessionato dalla fisicità dei corpi, enfaticamente rappresentata sia nelle regie teatrali sia nei film realizzati a partire dagli anni Cinquanta, Kazan ha lasciato, pur con i suoi alti e bassi, un segno profondo nel cinema americano del dopoguerra. E per questo i Circoli del cinema del Ticino hanno deciso di proporre una rilettura completa dei suoi film, che permetterà di seguire la sua evoluzione artistica e la sua indiscutibile maestria nel dirigere gli attori verso il risultato intimamente voluto.

Regia di Elia Kazan

USA | 1963 | 168'

Interpreti:  Stathis Giallelis, Frank Wolff, Harry Davis, Estelle Hemsley, Elena Karam ...

v.o. inglese, st. francese, bianco e nero

Nel 1896 il giovane greco Stavros (Giallelis) lascia la natía Anatolia, per andare a Costantinopoli e cercare di risparmiare i soldi per poter emigrare in America. Tra complotti anarchici, imbroglioni, prostitute rapaci e promesse spose racchie rischierà di non partire: e dopo essersi messo nei guai anche durante la navigazione, riuscirà a mettere piede a Manhattan solo sotto falso nome. Ispirandosi a un proprio romanzo, Kazan racconta la storia delle origini della propria famiglia (Stavros è suo zio) e dell'America stessa, un sogno che può essere raggiunto solo attraverso il sacrificio di altre persone e la rinuncia ai propri valori e ideali (come mantenere puro "il sorriso dell'Anatolia" si chiede il regista?). Ritorna il tema dei rapporti conflittuali coi padri (La valle dell'Eden), ma la libertà di racconto e l'entusiasmo sono unici, e fanno perdonare alcune digressioni non indispensabili. Tormentata la storia della produzione, ed esigui gli incassi. Oscar alle scenografie di gene Callahan. (Mereghetti)

Cercai l'interprete principale del film dappertutto (in Inghilterra, in Francia, in California.): invano. Poi mi recai ad Atene e, nello studio di un regista, vidi un apprendista che stava scopando il pavimento per poter assistere al lavoro di produzione. Mi piacque subito, ma aveva poca esperienza e non parlava inglese. Poi, discutendo, mi raccontò di come morì suo padre, un comunista pestato a sangue dai fascisti e che morì dissanguato fra le braccia del figlio. Mentre mi descriveva la morte di suo padre, vidi sul viso di questo ragazzo ciò di cui avevo bisogno per il mio film. Credo che se avessi trovato un De Niro, un Hoffman o un Pacino, il film sarebbe forse stato più efficace e redditizio commercialmente, ma questo ragazzo aveva un merito di cui gli attori migliori erano sprovvisti: era autentico. America, America è il mio film preferito, nonostante e allo stesso tempo a causa di ciò. La performance di questo ragazzo è paragonabile a quella dell'uomo in Ladri di biciclette di De Sica. (Elia Kazan)

Programma Rassegna Elia Kazan -  parte seconda


Entrata

CHF 10.– / 8.– / 6.–


Rassegna a cura dei Circoli dei cinema ticinesi, in collaborazione con il Festival del film Locarno (www.pardo.ch)


Promotori

Circolo del cinema di Bellinzona
6500 Bellinzona
www.cicibi.ch
info@cicibi.ch

LuganoCinema93
c/o Raffaella Macaluso
6945 Origlio
www.luganocinema93.ch
info@luganocinema93.ch

Circolo del cinema di Locarno
CP 1425
6600 Locarno
www.cclocarno.ch