mar 15.03.16

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The Visitors (I visitatori)

Rassegna Elia Kazan e i suoi attori - parte seconda (1954-1976)

Uomo dalle molte contraddizioni, diviso tra il sentimento dello sradicamento e il desiderio di integrazione, sempre attratto dalle situazioni conflittuali, ossessionato dalla fisicità dei corpi, enfaticamente rappresentata sia nelle regie teatrali sia nei film realizzati a partire dagli anni Cinquanta, Kazan ha lasciato, pur con i suoi alti e bassi, un segno profondo nel cinema americano del dopoguerra. E per questo i Circoli del cinema del Ticino hanno deciso di proporre una rilettura completa dei suoi film, che permetterà di seguire la sua evoluzione artistica e la sua indiscutibile maestria nel dirigere gli attori verso il risultato intimamente voluto.

Regia di Elia Kazan

USA | 1972 | 90'

Interpreti: Steve Railsback, James Wood, Patricia Joyce, Patrick McVey, Chico Martinez ...

v.o. inglese, st. francese, colore

Dopo due anni di galera, due ex soldati (Railsback e Martinez) che in Vietnam avevano stuprato e ucciso una ragazza, vanno a trovare Bill (Woods), il commilitone che li aveva accusati, e che vive in una casa di campagna con una ragazza (Joyce), la loro bambina e il padre di lei (McVey). I rapporti tra i quattro uomini avranno esiti imprevedibili (il vecchio disprezza il genero smidollato e parteggia per i due soldati) e tragici.

Scritto dal figlio del regista, Chris Kazan, ispirandosi allo stesso fatto drammatico che sarà alla base di Vittime di guerra [di Brian De Palma, 1989], un film drammatico e angoscioso sul tema del tradimento e della verità. Kazan non giudica ma non rimane neanche impassibile: la sua riflessione sulla violenza è percorsa da un’ambiguità anche disturbante, ma riesce ad andare a fondo evitando ogni enfasi. Qualche cedimento solo nel personaggio femminile. Kazan trae il meglio dai suoi attori, tutti (tranne McKey) esordienti, e vince la scommessa di girare un film con un budget all’osso e una troupe ridotta. (Mereghetti)

Dopo l’esperienza del Compromesso, avevo deciso di mai più rifare film a Hollywood. Ma non volevo lasciar cadere il cinema completamente. Avrei dimostrato ai dirigenti dell’industria che si poteva realizzare dei film con pochissimo denaro: la cosa non era complicata e non necessitava né di scritti e di budget gonfiati, né di star celebri, né della pressione dei committenti. Diedi a mio figlio Chris, uno dei migliori sceneggiatori che io conosca, un ritaglio di giornale che riferiva di un ex G.I. che aveva testimoniato contro due suoi vecchi amici, autori di un crimine di guerra: lo stupro e l’assassinio di una giovane vietnamita (…) A Chris bastarono poche settimane per buttar giù una sceneggiatura. Io fui soddisfatto del risultato e decisi di produrlo, determinato a girare nell’Est, in ambienti naturali e con un cast costituito da sconosciuti. (Elia Kazan)

Programma Rassegna Elia Kazan -  parte seconda


Entrata

CHF 10.– / 8.– / 6.–


Rassegna a cura dei Circoli dei cinema ticinesi, in collaborazione con il Festival del film Locarno (www.pardo.ch)


Promotori

Circolo del cinema di Bellinzona
6500 Bellinzona
www.cicibi.ch
info@cicibi.ch

LuganoCinema93
c/o Raffaella Macaluso
6945 Origlio
www.luganocinema93.ch
info@luganocinema93.ch