Il segreto dei suoi occhi

Il segreto dei suoi occhi

Rassegna Assaggi di cinema - V edizione - Il cinema dell'America Latina

Come sintetizzare in pochi titoli la storia cinematografica rappresentativa di più di venti paesi con 600 milioni di abitanti, una babele di lingue e di culture influenzate da secoli di colonizzazioni?

È difficile raccontare l’America Latina come un’unica realtà, il concetto stesso di America Latina costituisce un problema: non è infatti un’espressione rigorosa, benché sia attualmente di uso corrente nella maggior parte dei paesi del mondo e nella nomenclatura internazionale il suo significato si è modificato negli ultimi decenni a causa di una ritorvata indipendenza e una progressiva consapevolezza di un’identità culturale propria.

Anche nel cinema i paesi dell’America Latina hanno prodotto momenti significativi, espressione di una cultura che ha saputo coniugare passato e presente, rileggendo i generi cinematografici con occhio attento e indagatore. Negli ultimi decenni i registi hanno saputo percorrere una strada autonoma, innovativa e affascinante, emancipata dai retaggi culturali dei paesi colonizzatori.

Come ogni anno, il critico cinematografico Mariano Morace ha sintetizzato in pochi titoli la storia cinematografica di un intero continente e ha proposto la sua personale selezione dei film rappresentativi della ricchezza e diversità culturale di questi paesi.

El secreto de sus ojos

Regia di Juan José Campanella

Drammatico/Thriller | Argentina | 2009 | 127'

Interpreti: Ricardo Darín, Soledad Villamil, Guillermo Francella, Javier Godino, Pablo Rago, José Luis Gioia

Nel giugno 1974 un agente del tribunale federale, Benjamín Esposito, indaga sull’omicidio di una giovane donna, Lilliana Morales Colotto, brutalmente violentata e uccisa nella sua casa in un sobborgo di Buenos Aires. Suo marito Ricardo Morales, rimasto vedovo, è devastato dalla notizia. L’agente Esposito gli promette di trovare l’assassino e di consegnarlo alla giustizia…

La storia, ambientata nel 1999 in Argentina, racconta attraverso dei flashback gli eventi di un particolare momento storico del paese: la dittatura militarista tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, e accompagna lo spettatore a riflettere sull’impotenza dell’uomo di fronte alla morte svelandone la profondità delle trepidazioni dell’anima.

Il film è un thriller dalle implicazioni legali dallo stile molto sudamericano, ma anche una storia politica di denuncia morale e un’opera sentimentale sull’amore impossibile, sulla repressione dei sentimenti, sul rimpianto e il rancore. La forza della pellicola si distingue per l’abile alternanza di intrecci privati e pubblici: da un lato la storia d’amore tra Irene (la segretaria del Pubblico Ministero) e Benjamin; dall’altro la potente indagine sul tempo che passa, legato al clima storico della dittatura.

«Preparatevi a gustare un grande film all’antica, uno di quelli in grado di nascondere il tempo, fare la gimkana sui piani emotivi e concettuali e provocare infinite discussioni postume. Grazie all’ardito e riuscito dosaggio di tonalità thrilling, melò, noir e storicopolitiche Juan José Campanella riesce a rendere credibile e avvincente una tutt’altro che semplice, articolata com’è su un meticoloso, fitto, allarmante e incalzante incrocio di presente col passato.» Valerio Caprara

Premio Oscar 2010 miglior film straniero

Programma Rassegna Assaggi di cinema  - V edizione


Mariano Morace: critico cinematografico


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