Lista d'attesa

Lista d'attesa

Rassegna Assaggi di cinema - V edizione - Il cinema dell'America Latina

Come sintetizzare in pochi titoli la storia cinematografica rappresentativa di più di venti paesi con 600 milioni di abitanti, una babele di lingue e di culture influenzate da secoli di colonizzazioni?

È difficile raccontare l’America Latina come un’unica realtà, il concetto stesso di America Latina costituisce un problema: non è infatti un’espressione rigorosa, benché sia attualmente di uso corrente nella maggior parte dei paesi del mondo e nella nomenclatura internazionale il suo significato si è modificato negli ultimi decenni a causa di una ritorvata indipendenza e una progressiva consapevolezza di un’identità culturale propria.

Anche nel cinema i paesi dell’America Latina hanno prodotto momenti significativi, espressione di una cultura che ha saputo coniugare passato e presente, rileggendo i generi cinematografici con occhio attento e indagatore. Negli ultimi decenni i registi hanno saputo percorrere una strada autonoma, innovativa e affascinante, emancipata dai retaggi culturali dei paesi colonizzatori.

Come ogni anno, il critico cinematografico Mariano Morace ha sintetizzato in pochi titoli la storia cinematografica di un intero continente e ha proposto la sua personale selezione dei film rappresentativi della ricchezza e diversità culturale di questi paesi.

Lista de espera

Regia di Juan Carlos Tabío

Commedia | Cuba | 2000 | 106'

Interpreti: Vladimir Cruz, Jorge Perugorría, Thaimi Alvarino, Saturnino García, Alina Rodriguez, Antonio Valero 

In una stazione di autobus sperduta nella campagna cubana, molte persone sono in preoccupata attesa. Gli autobus che arrivano sono già pieni e non si fermano, e quello in dotazione alla stazione è rotto da tempo. Con il passare dei giorni,le persone “bloccate” nella sala d’attesa hanno modo di conoscersi, litigare, discuteree innamorarsi…

Una stazione degli autobus che si trasforma in una specie di comune, dove tutti si vogliono bene e lavorano per il bene di tutti, rispettandosi a vicenda. Potrebbe sembrare un film di propaganda noioso e lento, invece è una pellicola ironica e allegra, metafora della condizione cubana,ma con una leggera critica alla burocrazia socialista.

Un film incredibilmente fresco, gradevole e frizzante con una sceneggiatura dai ritmi caraibici, tanto da far venire voglia di visi­tare Cuba, non tanto per tuffarsi nelle sue acque cristalline, quanto per scoprire se veramente le linee di trasporto pubblico sono così bizzarre, e soprattutto per vedere se la gente, costretta ad aspettare una corriera che non arriva mai, sia in grado di fraternizzare a tal punto da diventare come una grande famiglia spensierata inondata da allegria, passione e amicizia.

Un film che lascia una dolce sensazione di felicità e un viaggio attraverso la parte più bella di noi stessi e verso la speranza che gli uomini siano ancora in grado di costruire un piccolo paradiso sulla terra. 

«È un’utopia, quella narrata in “Lista d’attesa”, che sta tutta dentro lo spazio angusto d’una stazione per corriere di linea, e che è tanto “discreta” da ridursi da sé alla dimensione d’un sogno, per quanto sognato da molti e insieme.» Roberto Escobar

Programma Rassegna Assaggi Di Cinema - V Edizione

 


Mariano Morace: critico cinematografico


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