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Carlo Ramous - Libertà per la scultura

 “Ramous sente, mentre ancora sta componendo le sue maquettes, che una volta realizzate in grande, quelle forme risulterebbero sacrificate in qualsiasi ambiente chiuso”: sono parole scritte nel lontano 1974 da Giovanni Carandente, grande critico d’arte che tra i primi ha proposto la scultura contemporanea nei centri storici delle città. Parole che spiegano bene la presenza delle opere monumentali di Carlo Ramous (Milano 1926-2003) nel parco di Villa Saroli, tra magnolie sempreverdi e cedri argentati, ginkgo biloba e liquidambar.

Ma le sue forme, prima di conquistare la larga scala, nascono come progetto che condensa e racchiude le sue visioni spaziali. I bozzetti di piccole dimensioni, che spesso stanno sul palmo di una mano e in ogni caso si tengono comodamente con due, sono lo scrigno del pensiero dello scultore milanese e il punto di partenza obbligato per ogni sua avventura tridimensionale.

Nella sede UBS di via Pretorio, a pochi passi dal parco dove campeggiano le grandi opere, è esposta una serie significativa di piccoli studi che permettono di seguire lo svolgersi del percorso creativo e di comprendere la genesi del lavoro. Un viaggio artistico che va dal primo palesarsi dell’idea alla sua concreta incarnazione nella materia.

La mostra è curata dai critici Michele Tavola e Chiara Gatti.


Carlo Ramous (1926-2003) nasce a Milano, frequenta il liceo artistico presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, per poi continuare gli studi nelle aule dell’Accademia di Brera, allievo di Marino Marini e Giacomo Manzù. All’Accademia di Brera, nel 1946, espone la sua prima opera di ispirazione antropomorfa.Tra i musei che espongono sue opere, compaiono: la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma, la Galleria internazionale d’arte moderna Cà Pesaro di Venezia; la Galleria d’arte moderna e la Triennale di Milano, il Middelheim Open Air Sculpture Museum di Anversa, il Forma Viva Sculpture Park di Portoroz. Oltre alle esposizioni personali e collettive, Ramous ha eseguito grandi incarichi per l’architettura, tra cui: con l’architetto Mario Tedeschi la chiesa di Santa Marcellina e la chiesa di Don Bosco a Milano; con l’ingegnere Tullio Patscheider i bassorilievi per la facciata dello stabilimento Rotocalco Ambrosiana a Cinisello Balsamo, l’imponente facciata di oltre mille metri quadri dell’Imprimerie Cino Del Duca a Blois in Francia e, sempre con Patscheider, la linea di piastrelle decorative per esterni “Patram”. La monumentale Ad Astra del 1992, un complesso in acciaio inossidabile, del peso di sette tonnellate alto quasi dodici metri, è installata in Giappone nella piazza principale di Chiba City.


Promotori

Spazio d'Arte - UBS SA
Via Pretorio 14
6900 Lugano
Tel. 091 801 71 11