lun 11.04.16

19:00
20160328.220

lun 11.04.16

19:00

Vincenzo Guarracino

Acquapoetica

Areapangeart  propone "Acquapoetica", incontri coadiuvati dal poeta e scrittore Gilberto Isella, invitati tre autori in versi e prosa conosciuti in Ticino per collaborazioni, testi critici letterari o interviste, anche  con le piccole edizioni di Areapangeart che in loco si presenteranno e leggeranno .

Questa sera Vincenzo Guarracino letture poetiche verrà presentato il libro scomodo ed. areapangeart. 

La poesia è flusso. Flusso e intensità della parola dentro il mare delle vicende umane. 
Una parola genuina, non corrosa dall’uso e dalle consuetudini.
Che  sorprende, che mira a trasformare ogni vicenda o semplice gesto in ghirlanda di senso e icona della memoria.
La poesia, come acqua di fonte, scorre negli interstizi del reale per rigenerarlo.
Sottrae il vissuto al contingente e all’effimero, gli dona un’anima, una durata, offrendolo al regno dell’immaginario e dell’utopia.
Dalla viva voce dei poeti ascolteremo emozioni, presagi e sogni.
Ritroveremo luci e ombre della nostra voce, sarà un invito a conoscere meglio noi stessi.


Entrata

Informazioni
+41 (0)91 857 39 79
+41 (0)76 338 09 67


Vincenzo Guarracino, poeta, saggista e traduttore, è nato a Ceraso (Sa) nel 1948 e risiede a Como. Ha pubblicato tre raccolte di versi: Gli gnomi del verso, 1979, Paradiso delle api, 1984, Dieci inverni, 1990. Ha curato numerose traduzioni di autori greci e latini, tra cui I versi aurei di Pitagora, i Carmi di Catullo, I canti spirituali di Ildegarda di Bingen, 1997 e inoltre le antologie dei Lirici greci, 1991, e dei Poeti latini, 1993. Come critico ha dedicato le sue attenzioni soprattutto a Verga e Leopardi. Le Ariette di Vincenzo Guarracino richiamano alla memoria la poesia colta e raffinata dei poeti classici italiani di cui egli è noto studioso, in particolare di Giacomo Leopardi. I versi delle liriche qui presentate sono brevi, misurate le strofe, le rime e le assonanze come dolci e intense “ariette” memori di una musicalità antica riportata alla modernità. Ma il ritmo e la facilità del verso tradizionale si è spezzato, si è frammentato in immagini subito sovrapposte ad altre immagini senza soluzione di continuità, come un fluire comprensibile solo sul piano evocativo.“Elegia”, “segreto”, “sogno”, “illusione”, “incanto”, “ebrezza” sono parole che descrivono lo stato d’animo di cercata evanescenza e abbandono a cui fanno riscontro dolci immagini suggerite da una natura amica: “il miele dei giorni”, “il verde nodo di fiabe”, “l’arena che abbaglia”, immagini nelle quali descrizione naturalistica e stati d’animo si uniscono a formare sintesi liriche di grande impatto. Al di là del sogno e dell’illusione, forse il senso vero dell’esistenza, che “solo a un dono somiglia”, non c’è che “la vita alle spalle di attese e di nulla”. In questo pessimismo leopardiano, rischiarato dalla bellezza dell’illusione e dal piacere della immersione nella natura madre, mi pare si possa vedere la chiave di lettura delle Ariette di Vincenzo Guarracino.


Promotori

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