Monumento gesso vdl

Le Vittime del lavoro di Vincenzo Vela, 1882

Genesi e fortuna critica di un capolavoro

Quest’anno, cogliendo l’occasione dell’inaugurazione di AlpTransit, il Museo ha dedicato parte del suo lavoro di ricerca a «Le vittime del lavoro», l’opera di Vela che rende omaggio ai minatori del primo traforo ferroviario del Gottardo. A questo capolavoro è dedicato il volume numero 7  della collana di ricerca «Casa d'artisti. Quaderni del Museo Vincenzo Vela», Le Vittime del lavoro di Vincenzo Vela, 1882. Genesi e fortuna critica di un capolavoro, alla presenza degli autori: Gianna A. Mina, Marco Marcacci, Gian Casper Bott, Giorgio Zanchetti, Federico Masedu e Vito Calabretta.

A seguire il concerto del noto polistrumentista e vocalist tedesco Stephan Micus, organizzato in collaborazione con RSI – Rete Due, che si esibirà per la prima volta nella Svizzera italiana.

Locandina


Musicista-culto nato in Baviera nel 1953, di formazione chitarrista, Micus ha all’attivo un’incredibile discografia composta da più di venti album realizzati dalla metà degli anni ‘70 ad oggi. Creatore solitario (nei suoi dischi canta e suona tutti gli strumenti), la sua opera si situa in un ambito a metà strada tra la ricerca etnomusicologica, la world-music e la creazione colta contemporanea, con radici che affondano nella cultura alternativa dei primi anni ’70 e nello sviluppo, all’epoca, della cosmic music di gruppi tedeschi quali Popul Vuh e Ash Ra Temple. Viaggiatore infaticabile, Micus si reca giovanissimo dapprima in Marocco e in India, tra il 1969 e il 1971, restando affascinato dalla varietà delle culture musicali incontrate. Prosegue negli anni successivi le sue peregrinazioni di studio in Estremo Oriente, Asia centrale, Nordafrica, Sahel, Caucaso, nei Balcani e in Sudamerica, entrando in contatto con musicisti locali, assimilando svariate tecniche vocali e imparando a suonare una quantità impressionante di strumenti: dai flauti giapponesi alle percussioni dell’Africa subsahariana, dal generi della tradizione Gnaoua marocchina alle vocalità tipiche di area caucasica e greco-balcanica. Non si limita a speculare sul fascino esotico delle “altre” musiche, ne studia invece la profonda essenza, si appropria delle loro peculiarità timbriche e finalmente, con tutto questo bagaglio, sperimenta quegli accostamenti, fuori dalle tradizioni, che diventeranno la sua particolare cifra stilistica.

 


Promotori

Museo Vincenzo Vela
Largo Vela
6853 Ligornetto
Tel. +41 (0)58 481 30 44
www.museo-vela.ch