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I cimiteri monumentali: le città dei morti

Memoria e bellezza

Conferenza di Nicoletta Ossanna Cavadini, ricercatrice e storica dell'arte nota anche per il ruolo di direttrice del Max museo e dello Spazio Officina la quale ci condurrà in un interessante viaggio attraverso la memoria e la bellezza dei cimiteri monumentali.

I cimiteri rappresentano, nella più ampia accezione del termine, il senso di civiltà di un popolo con tutte le sue implicazioni religiose, artistiche, scientifiche, filosofiche e culturali.La conferenza verterà principalmente sul concetto di "cimiteri monumentali", che prende avvio con l'illuminismo e sarà poi realizzato nel corso dell'Ottocento grazie all'editto napoleonico del 1804.
Inizialmente i riti e le abitudini consolidate nella società dell'ancien régime stentano ad aggiornarsi, ma poi in base all'obbligatorietà legislativa il cimitero diventerà un tema di sperimentazione nuovo per gli architetti e, nel contempo, lo specchio dei cambiamenti in atto nel rapporto della società occidentale con i propri morti. La necessità di inserire la struttura cimiteriale in una dimensione territoriale che preveda la netta separazione rispetto alla città, comporta anche il formarsi di un'idea luogo che, attraverso l'ordinamento gerarchico degli spazi, sia capace di essere identificato in una vera e propria tipologia e in una nomenclatura specifica (cimitero a emiciclo, famedio, colombari, sepoltura ipogea,...).

Il cimitero ripropone la visione della città dei vivi in una gerarchia predefinita e molto chiara della "città dei morti", dove in una visione borghese sono riproposti i ruoli sociali e dove le specifiche passioni (artistiche, professionali,...) sono rappresentate attraverso le opere d'arte e la bellezza dell'ultima dimora.
Il cimitero, nel corso dell'Ottocento, si connota come un'entità specifica della cultura moderna, facilmente identificabile nell'immaginario collettivo attraverso forma e simboli. Questi temi verranno analizzati facendo riferimento, anche con la proiezione di immagini, ai grandi cimiteri monumentali (di Milano, Genova, Parigi,...) senza però dimenticare la nostra realtà ticinese (cimiteri di Balerna, Chiasso, Castel San Pietro, Mendrisio) e il grande dibattito sul "Crematorio", che portò nel corso del Novecento, con l'affermazione della visione laica, a un nuovo tipo di visione della cultura del ricordo del caro defunto attraverso nuove forme e nuovi simboli.


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Immagine: mertxe iturrioz - Flickr.com


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