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Lo chalet e altri miti svizzeri: incontro con Oliver Scharpf

Partendo dal rifugio antiatomico, venticinquesima tappa del suo libro, Oliver Scharpf traccia una panoramica delle grandi ossessioni elvetiche: la mania per le cavità sotterranee, portata all’apice proprio quest’anno nella celebrazione dell’Alptransit, e il leitmotiv della miniaturizzazione: Swissminiatur, orologi, coltellini svizzeri, music-box, panorama, minigolf. La giornalista Barbara Manzoni di Azione conversa con lo scrittore.

Lo chalet e altri miti svizzeri, Gabriele Capelli Editore

Un viaggio in Svizzera iniziato in parte dal famoso miti d’oggi di Roland Barthes e dalla Svizzera come paese, oltre che dai suoi cosiddetti miti fondatori come ad esempio Guglielmo Tell e, soprattutto, dai suoi miti più recenti come l’Ovomaltina.
Se in una specie di prologo a questo tour mitologico in 28 tappe intravediamo il grande pseudo-mito svizzero dell’orologio a cucù e un paio di altri ipotetici miti, si parte sul serio nel XII secolo con il formaggio-simbolo della Svizzera, forse icona del formaggio stesso: L’Emmental(er).Si arriva al traguardo nel 1972 con la mucca Milka, anche se il vero epilogo è il potenziale mito elvetico del Cordon-Bleu.
Nel tragitto incontreremo soggetti classici come lo chalet, Heidi, il San Bernardo con il barilotto, il Birchermüesli, il segreto bancario, il carattere tipografico Helvetica, ecc., ma anche mete più inconsuete ed esotiche come la palma ticinese, Ursula Andress che esce dal mare in bikini… e altri miti svizzeri.


Oliver Scharpf è nato nel 1977 a Lugano.
Tra i riconoscimenti ricevuti : Premio Montale per le poesie inedite, Premio città dell’Aquila, Premio fondazione Schiller.
Nel 2005 si è diplomato in drammaturgia alla Paolo Grassi di Milano.

Immagine: Flickr.com - Heini Alder


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