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Wadja

Dybuk - Tra due mondi

Presentazione de Il Taccuino Dybuk, di Andre Wajda, accompagnata da proiezioni, a cura di Sara Kaminsky.

Alcuni mesi fa è scomparso all’età di 90 anni il grande regista polacco Andre Wajda, protagonista e testimone eccezionale degli avvenimenti accaduti nel suo paese in questo lungo periodo. Wadja era solito portare sempre con sé un taccuino in cui disegnava le scenografie e gli spazi, annotava pensieri e intuizioni. Fra questi quaderni ne è stato trovato uno speciale, ricco di appunti, note di viaggio e  acquarelli, riguardante  la sua versione dello spettacolo Dybuk - Tra due mondi.

Si tratta di una tragica storia di amore e spiritualità, di vita nello shtetl e di consapevolezza storica, scritta all’inizio del XX secolo dall’antropologo ebreo Shlomo An-Skj. Questo taccuino è stato compilato dal regista nel 1988 in occasione della prima dello spettacolo Dybuk a Cracovia e poi del viaggio compiuto in Israele per un nuovo allestimento a Tel Aviv al Teatro Nazionale Habima.

Di tutto questo ci parlerà la professoressa Sarah Kaminski, che, dal taccuino di Dybuk, ha elaborato un libro d’arte, insieme alle studiose Silvia Parlagreco e Giulia Randone, pubblicato in edizione limitata.

Al termine della presentazione Sarah sarà a disposizione per rispondere alle vostre domande.

Seguirà rinfresco.    


Sarah Kaminski
Docente di letteratura e lingua ebraica moderna presso l’Università di Torino, esperta di cultura ebraica e traduttrice. Numerose le sue pubblicazioni in qualità di traduttrice (tra gli autori David Grossman, Amos Oz, Shifra Horn, Aharon Appelfeld) per cui ha vinto anche nel 1995 il Premio dell’Institute for the Translation of Hebrew Literature (Ramat Gan,Israele). Ha seguito un master presso la International Schoool for Holocaust Studies Yad Vashem di Gerusalemme, specializzandosi nel campo della didattica della Shoah.

Ha ideato e coordinato progetti culturali e artistici inerenti l’ebraismo in collaborazione con istituzioni e festival nazionali. Già presidente dell’Associazione Italia Israele di Torino e Consigliera alla Cultura della Comunità ebraica di Torino, attualmente collabora con la commissione cultura del Gruppo di Studi Ebraici di Torino, il monastero di Camaldoli e La rete interuniversitaria 27 gennaio – Giorno della Memoria.

Andrzej Wajda
Nato in Polonia il 6 marzo 1926 e scomparso pochi mesi fa  èstato regista cinematografico e teatrale, sceneggiatore e scenografo. Dopo la guerra ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Cracovia per proseguire alla Scuola Nazionale di Cinematografia di Lódz. Figura di spicco nel mondo cinematografico europeo del dopoguerra è stato uno dei principali esponenti della cosiddetta “scuola polacca”. Nelle sue opere ha spesso trattato tematiche legate all’evoluzione politica e sociale del proprio Paese con sensibilità e intelligenza e ha affrontato spinosi argomenti con responsabilità e coraggio. 

Il Dybuk, che è stato annotato nel 1988 in occasione della prima dello spettacolo a Cracovia e poi del viaggio compiuto in Israele per un successivo allestimento con il teatro Habima a Tel Aviv, è racchiuso in una copertina orizzontale con la bandiera israeliana. Racconta il progetto teatrale e l’evoluzione del processo artistico con una scrittura diaristica che, a tratti, si fa più personale ed emotiva. 

Immagine: Flickr.com - Canburak


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