I

Piranesi

Piranesi, the (paranoid) visionary

On the occasion of an outstanding discovery

Nel 2014, Georg Kabierske, uno studente diciannovenne, ha riconosciuto in due album di disegni conservati presso la Staatliche Kunsthalle di Karlsruhe, la mano di Giovanni Battista Piranesi (1720-1778), uno degli artisti più influenti della Roma settecentesca, se non dell’Europa intera. La scoperta, data l’estrema rarità del corpus dei disegni di Piranesi, è da considerarsi tra le più rilevanti dal secondo dopoguerra ad oggi, e tale da cambiare molto probabilmente il nostro sguardo sull’opera dell’artista. 

Nella sua conferenza, Christoph Frank, che è stato coinvolto nella vicenda sin dall’inizio, presenta al pubblico i due album, la loro storia e il loro contenuto, soffermandosi sull’incessante attrazione che l’arte di Piranesi ha continuato a svolgere, e sull’instancabile interesse del Modernismo nei confronti della sua travolgente visionarietà.


Christoph Frank ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia della tradizione classica al Warburg Institute dell’Università di Londra (1994). Si è occupato di arte e architettura europea del Settecento, e più recentemente della storia dell’arte in tempo di guerra e di genocidi. Professore di ruolo all’Accademia di architettura di Mendrisio dal 2006, ha fondato nel 2011 e dirige l’Istituto di storia e teoria dell’arte e dell’architettura (ISA).


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