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Occhi che raccontano.

Shoah: frammenti di un racconto di parole e musica

Quattro gli episodi che scandiscono lo spettacolo: Ucraina’42, Ungheria ’44, Polonia ’45, Italia ’46. Quattro i pensieri che hanno guidato il lavoro creativo di Fabrizio Saccomanno, Claude Hauri e Danilo Boggini.

Primo pensiero, i frammenti: perché questi ci ha lasciato la Shoah, quella “tempesta devastante” che non si potrà mai raccontare per intero, ma non si deve smettere di raccontare. Secondo pensiero, lo sguardo dei bambini: affidarsi alle voci di chi non poteva capire allora quello che stava vivendo, di chi non intende spiegare l’inspiegabile, ma cerca di restituirne le sensazioni in un linguaggio inevitabilmente sospeso e sincopato.

Da qui il terzo pensiero che nasce da una necessità: la musica interviene a colmare ciò che le parole non possono dire, non ha quindi funzione didascalica ma bensì drammaturgica e, pur attingendo al ricco e variegato repertorio che il regime nazista omologò sotto l’etichetta di Entartete Musik, rifugge ogni pretesa filologica per costruire il tessuto emotivo dei quattro episodi. E siamo al quarto pensiero. I luoghi: boschi, distese di neve, ghetti, navi sono i luoghi dei racconti che lasciano sullo sfondo quelli ricorrenti nella narrazione sulla Shoah. Se i campi di sterminio e le camere a gas non devono smettere di interrogarci su come sia stato possibile organizzare scientificamente la devastazione, è altrettanto necessario ricordare che la tempesta assunse altre e infinite forme, in ogni luogo e tempo dell’Europa in guerra. 

Perché, come ci ricorda Hannah Arendt ne La banalità del male, il libro nato dalle riflessioni sul processo a Adolf Eichmann: “Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso (...) Chiunque poteva essere Eichmann, sarebbe bastato essere senza consapevolezza, come lui”. Occhi che raccontano vuole essere un richiamo alla responsabilità e alla pratica del pensiero quanto mai attuale. Lo spettacolo è una coproduzione Festival di narrazione di Arzo, Musica nel Mendrisiotto, URA teatro di Lecce. 


Entrata

Prevendite:
Cinema Teatro Chiasso
+41 (0)91 695 09 16 (da martedì a sabato tre le17.00 e le 19.30) 
Email

I biglietti per lo spettacolo serale sono in vendita a CHF 25.- (primi posti) e CHF 20.- (secondi posti).
Per i soci di Musica nel Mendrisiotto, Amici del Cinema Teatro, Festival internazionale di
narrazione, prezzo speciale di CHF 15.- (primi posti).

Prevendita su Ticketcorner.ch.


Fabrizio Saccomanno attore
Valentina Londino mezzosoprano
Barbara Ciannamea violino
Fabio di Casola clarinetto
Claude Hauri violoncello
Danilo Boggini fisarmonica

Immagine: www.flickr.com - Emilien Ruiz


Promotori

Musica nel Mendrisiotto
6850 Mendrisio
Tel. +41 (0)91 646 66 50
www.musicanelmendrisiotto.ch
musicamendrisiotto@ticino.com