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L'opera di Piero Jahier

I classici del Novecento

L’opera di Piero Jahier (1884 - 1966)

La poesia di Jahier è stata proposta, alle generazioni venute dopo la prima guerra mondiale, come un'alternativa alla "poesia pura" di gusto novecentesco e a quella neosimbolista degli ermetici mentre alla vigilia della seconda guerra mondiale e nel decennio successivo, essa è stata assunta come solido punto di riferimento sia morale che stilistico. 

La poesia di Jahier possiede un tono biblico e profetico che egli assume sia dalla versione latina e italiana delle Sacre Scritture sia dalle cadenze di Walt Whitman e di Paul Claudel (che lo scrittore ebbe modo di tradurre) e ancora dal futurismo.

Le immagini che Jahier ci propone sono di una forte moralità e si rifanno alla vita contadina e agli affetti domestici. Esse risuonano simili a canti liturgici alternanti tra la vita dei lavori dei campi e la morte dovuta per fedeltà al dovere.

Relatore Francesco Bianchi


Piero Jahier, nato a Genova nel 1884 e morto a Firenze nel 1966, fu scrittore innovativo e di talento. Di famiglia evangelica, oltre a Ragazzo, pubblicò Resultanze in merito alla vita e al carattere di Gino BianchiCanti di soldati e Con me e con gli alpini. Collaborò con le riviste "La Voce", "Lacerba" e "Riviera ligure". Fondò "L'Astico" e "Il nuovo contadino". Nel 1964 pubblicò infine la raccolta Poesie.

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