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Il riformatore del mondo

Il riformatore del mondo è un uomo segregato in casa, stanco e sordo. Un intellettuale ipocondriaco dall'aspetto grottesco. Sta per ricevere a casa sua una delegazione ufficiale che gli consegnerà la laurea honoris causa per aver scritto un famoso trattato su come salvare il mondo, tradotto in trentotto lingue e premiato dall' intellighenzia e dalle università. Ma per lui l'ambito riconoscimento è l'attestazione che nessuno ha letto il suo saggio in quanto, nello stesso, sostiene che per migliorare il mondo bisogna eliminare gli uomini dalla faccia della terra.

Costretto alla immobilità su una poltrona-trono, domina la sua casa come un relitto beckettiano, sparlando inesorabilmente di tutto. Il riformatore del mondo è l'autorappresentazione di un vecchio delirante che si atteggia a coscienza del pianeta degradato e a nuovo ordinatore di questo caos. La tragicomica figura di intellettuale rancoroso che da subito ci cattura con la sua scarnificante ironia e ci inquieta per la sua evidente e terribile solitudine.

Un ritratto sarcastico, impietoso, raccapricciante, privo d'indulgenza e di complicità. È una creatura apparentemente acida e crudele, torturato e torturatore che alla fine però denuncia, e si scopre, in una profonda ed infinita sofferenza interiore, consapevole di trovarsi in un mondo senza trascendenza, senza Dio, senza un valore alto che non lo renda inutile.
Decompone tutto ciò che vediamo e conosciamo. È in lotta contro la stupidità, l'ipocrisia, l'incultura. Più diventa cupo e spietato, più si capisce che cerca giustizia. Più maledice il mondo, e più si sente che ha bisogno di un mondo diverso. Il mondo è orrendo, ma il suo modo per esprimere il disastro in cui viviamo è sempre esilarante.

Come un po' tutte le opere di Bernhard, “Il riformatore del mondo” è quasi un monologo, dove la parola è la vera protagonista della scena. Parola che non evoca ma scava, penetra a spirale dentro di noi, con le sue ripetizioni, ritorni, incisi, rafforzamenti e ribattute che ci fanno accettare un grado della nostra inquietudine e impotenza, solo per essere, una volta abituati, catapultati più avanti, a gradi più elevati. La sua è una ribellione universale, organica, un'intolleranza cosmica alla mediocrità imperante e a ogni illusione umana e umanistica. Non si ribella all'uomo moderno ma all'esistenza e al mondo, alla natura, alla condizione umana tout court. È un pazzo maniaco, ma forse vede ciò che altri non riescono a vedere.


Entrata

CHF 20.- Intero
CHF 15.- Soci Teatro Paravento Locarno 


Informazioni extra

Per maggiori info sito web oppure tramite email.
Prenotazioni: info@teatro-paravento.ch oppure allo +41 (0)91 751 93 53


Promotori

Jardin Musical
Via Orico 11
6500 Bellinzona
Tel. +41 91 826 15 28
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