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Luca Saltini. “Una piccola fedeltà”

Wor(l)ds Festival - LongLake

Popolato di personaggi memorabili e complessi, a volte sinistri e a volte degni di pietà, questo romanzo scuote e commuove. I grandi amori, i grandi gesti impegnano, turbano, devastano, ma qualche volta la salvezza arriva da dove proprio uno non se l'aspetta, da una piccola fedeltà.

… Era molto bella certo, ma credo che la ragione per cui Janku impazziva per lei era il disprezzo con cui lo guardava. Non lo nascondeva in nessun modo, rimaneva fredda, non gli sorrideva mai, non faceva nulla per compiacerlo. Se lui la stringeva, Achilina restava rigida, come se fosse travolta da un’onda d’acqua, consapevole di non avere la forza fisica per resistere, ma decisa a non arrendersi, a non annegare dentro quel turbine di energia riversato contro di lei. Con ogni sguardo gli gridava che tutto quanto di lei non poteva stringere con le sue mani bramose, non gli sarebbe mai appartenuto, sarebbe sempre sfuggito in un luogo lontano. Soltanto là Achilina riponeva la sua passione, il desiderio, i pensieri, il cuore, la sua libertà.

Achilina è una donna molto forte. Vive in Romania negli anni della dittatura di Ceausescu ed è costretta a subire la passione di un funzionario del regime, Viktor Janku, venditore del petrolio di Stato, corrotto, ricattatore.

Achilina non può sottrarsi, ma lo disprezza senza nasconderglielo, e Janku trova il modo di riscattare il proprio orgoglio esibendola come un trofeo e allo stesso tempo umiliandola alla presenza di uno straniero con il quale fa affari. Si tratta del trader italiano Augusto Castiglioni, determinato ad arricchirsi e a sfruttare tutte le possibilità offerte dal petrolio rumeno. L’uomo accetta la situazione per opportunismo e perché lui stesso subisce il ricatto di Janku e, pur essendone disgustato, non riesce a uscire da questo gioco perverso. Anzi, il fascino doloroso, ma fiero e indomito, di Achilina non può che bruciare anche lui, rendendo il gioco anche terribilmente pericoloso.

È Castiglioni a raccontare la storia, a distanza di anni, ormai anziano e recluso in una clinica di lusso nella quale sta aspettando di scoprire quale sia la natura della misteriosa malattia che lo ha colpito e lo sta paralizzando.

Una distanza non solo temporale e geografica da una dittatura che non c’è più e da un’epoca profondamente mutata. Oggi Castiglioni è prigioniero di un letto come allora lo fu di un mondo, ma i suoi fantasmi tornano a visitarlo, a chiedergli ragione delle sue scelte e a rivelargli quanto ancora non sa o non ha compreso, perché il senso profondo della nostra vita a volte fa lunghi giri prima di illuminarsi all’improvviso.

Popolato di personaggi memorabili e complessi, a volte sinistri e a volte degni di pietà, questo romanzo scuote e commuove. I grandi amori, i grandi gesti impegnano, turbano, devastano, ma qualche volta la salvezza arriva da dove proprio uno non se l’aspetta, da una piccola fedeltà.

Luca Saltini è responsabile dell’attività culturale presso la Biblioteca cantonale di Lugano. Ha una laurea in filosofia conseguita a Milano e un dottorato in Lettere dell’università di Ginevra. Ha pubblicato, come autore o curatore, una quindicina di volumi su temi storici e letterari. Con il libro Il viaggiatore della parola (2007) ha vinto il premio letterario internazionale Cesare Angelini. Ha pubblicato i romanzi Tattoo,  Il Demolitore di camper (vincitore di alcuni premi), Periferie.

Luca Saltini sarà accompagnato da altri due relatori:

Cristian Bubola è nato in Svizzera nel 1975, dopo le scuole dell'obbligo in Svizzera ottiene una laurea in estetica con una tesi sull’opera di Dostoevskij, presso l’Università Cattolica di Milano. Nel 2005 collabora con Radio Fiume Ticino dove si occupa di recensire settimanalmente le novità editoriali. Dal 2005 al 2015 ha collaborato con la RSI in qualità di redattore per il settore dell’intrattenimento, sia in ambito televisivo sia in quello radiofonico.

Roberto Falconi (Locarno, 1978) ha studiato Letteratura italiana, Francese e Giornalismo all’Università di Losanna, ottenendo la Licenza in Lettere con una tesi su Niccolò Ammaniti seguita da Antonio Stäuble. Ha collaborato con le pagine culturali del “Corriere del Ticino”, occupandosi essenzialmente del suo ambito di competenza (narrativa italiana contemporanea). Le recensioni pubblicate sul foglio luganese sono poi state raccolte nel volume Momenti di lettura, uscito presso le Edizioni “Il Salice” di Locarno nel 2013. Attualmente insegna italiano al Liceo Cantonale di Bellinzona e collabora con le pagine culturali de “laRegione Ticino”.


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