dom 17.02.19 - dom 15.09.19

Tutto il giorno
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dom 17.02.19 - dom 15.09.19

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Franco Grignani (1908-1999). Polisensorialità fra arte, grafica e fotografia

Chi non ha mai visto il marchio Pura Lana Vergine? Disegnato nel 1963, è opera di un progettista che con arguzia e ferrea volontà ne ha modellato le linee bianche e nere al fine di costruire una forma unica e riconoscibile. Un’icona che oggi ci viene istintivamente da associare a qualcosa di morbido. L’autore di questo segno-immagine è Franco Grignani, un artista, un grafico, un fotografo. O, sinesteticamente, tutt’e tre insieme, perché a catturare la natura nascosta delle forme egli ha dedicato una vita di incessanti ricerche, indagando solitario le interazioni dei processi percettivi. Grignani è a tutti gli effetti un precursore e un innovatore.

Queste ricerche sulla dinamica della visione, questi traumi allo spazio, come ebbe a definirli Gillo Dorfles, non si limitano a rimanere speculazioni visive, ma sono alla base di tutta la produzione artistica, della ricerca fotografica e del mestiere di grafico. L’esposizione antologica affronta la complessità della ricerca artistica di Franco Grignani anche grazie a materiali d’archivio inediti.



Informazioni extra

martedì−domenica
10.00 − 12.00
14.00 − 18.00
lunedì chiuso

Maggiori informazioni


Nato a Pieve Porto Morone, in provincia di Pavia,si laurea in architettura a Torino, ma subito si getta nelle esperienze del secondo futurismo, dell’astrattismo geometrico e dell’arte concreta. Fin dalle prime prove l’attività artistica è filtrata attraverso una continua osmosi dall’architettura alla fotografia, dalla grafica alla pittura. Si interessa in particolare ai modelli teorici e scientifici della comunicazione e della percezione visiva. La sua opera pittorica, anticipando l’optical art, è dedicata alla polisensorialità basata su nuovi parametri visivi: ad esempio, le forme virtuali, realizzate attraverso l’intervento diretto sull’immagine di movimenti fisici quali rotazioni, torsioni, progressioni, accelerazioni, scissioni, deformazioni; oppure ricostruite grazie a nuove prospettive da cui osservare l’immagine, come la riflessione su specchi deformanti o su vernici e metalli; o ancora ricostruendo la visione ai margini del campo visivo, dove lo sguardo entra in uno stato di sub-percezione, o percezione passiva.

Immagine: www.centroculturalechiasso.ch


Promotori

m.a.x. Museo
Via Dante Alighieri 6
6830 Chiasso
Tel. +41 (0)91 682 56 56
www.maxmuseo.ch
info@maxmuseo.ch