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Le stele antropomorfe

Una magistrale espressione della grande statuaria preistorica

Le stele antropomorfe, monoliti di dimensioni rilevanti, iniziano ad apparire come manifestazioni della grande statuaria preistorica dalla fine del IV millennio, fioriscono nella prima metà del III millennio, proseguendo anche in epoche più recenti. Inizalmente localizzate nelle zone che si affacciano sul Mar Nero orientale, esse si sono poi diffuse in tutto il continente europeo con, però, sviluppi formali peculiari, riconoscibili regionalmente. Il fenomeno costituisce un evento di particolare significatività artistica, sociale e, presumibilmente, culturale e religiosa.

Realizzate con lastre di pietra di diversi spessori e altezze, le sculture sono caratterizzate da un profilo che sintetizza il corpo umano. In particolare sono sempre riconoscibili e tridimensionali le spalle e la testa, mentre altri elementi sono resi in leggero bassorilievo. Dal momento che non esistono altre fonti a parte quelle della cultura materiale, è difficile l’interpretazione di questi manufatti, anche se si è ipotizzato che possano rappresentare antenati o antenati eroizzati o ancora eroi, eroi divinizzati o divinità.

Di questo se ne parlerà alla conferenza con l’archeologo Gianfranco Zidda.

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Gianfranco Zidda
Studioso dell’arte preistorica, in particolare delle stele antropomorfe, è funzionario regionale, archeologo responsabile scientifico dell’Area megalitica-Regione Autonoma Valle d’Aosta. Collabora con musei specializzati nell’ambito dell’arte rupestre e delle stele e con varie istituzioni universitarie. Svolge anche un’intensa attività di divulgazione.


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