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La naturale musicalità degli italiani. Uno stereotipo nella letteratura europea del XVIII secolo

Valeria Lucentini

La classe aristocratica europea del Settecento si distinse per l’importanza assegnata al “Grand Tour” come momento di crescita intellettuale offerto ai suoi rampolli, cioè al viaggio in Italia alla scoperta delle sue bellezze storiche e dei valori del classicismo. Sulla scorta delle teorie di Montesquieu sull’influenza del clima riguardo al carattere nazionale e di quelle di Rousseau concernenti il legame tra lingua, musica e pensiero, i viaggiatori perpetuarono e diffusero alcuni specifici stereotipi sul carattere degli italiani: pigrizia, superstizione, gelosia, violenza e a volte effeminatezza. Accanto a questi tuttavia agli italiani fu sempre riconosciuto un primato indiscutibile: quello musicale.

Lo scopo dell’intervento di Valeria Lucentini - giovane ricercatrice attiva presso l’Università di Berna - è quello di analizzare la natura e le cause di questa attribuzione, e di porre attenzione sulla continuità e l’importanza che l’innata musicalità degli italiani e il loro primato storico in questa disciplina hanno assunto nel processo di presa di coscienza identitaria nel periodo della formazione degli stati-nazione.


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