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Massimiliano Civica – Antigone

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Il rischio che si corre nel mettere in scena l’Antigone è quello di farsi influenzare da ciò che tutti abbiamo “sentito dire”, il rischio cioè di prestare più ascolto alle interpretazioni critiche, politicamente e ideologicamente orientate, a cui è stata sottoposta quest’opera nel corso dei secoli, che al testo stesso di Sofocle.

Per “sentito dire”, tutti sappiamo che Antigone, dall'inizio alla fine della storia, è nel giusto, che è una sorta di santa laica che combatte per una nobile causa, mentre Creonte è un tiranno autoritario che commette e vuole solo il male. Ma se così fosse,  saremmo davanti a un melodramma, non a una tragedia greca. La tragedia mette sempre in scena invece una situazione limite, in cui non è più pacifico dove sia il torto e dove la ragione. La nuova traduzione del testo mette in luce il fatto che Sofocle accomuna Antigone e Creonte in una identica colpa: quella di avere la presunzione di essere eccezionali, di essere migliori di tutti gli altri, ovvero di essere, per intelligenza e qualità umana, “fuori dalla norma”. Il loro destino tragico è stabilito dal loro carattere superbo e dalla loro incapacità di dare ascolto alle ragioni degli altri. 

Il messaggio sconvolgente e attualissimo che l’Antigone fa risuonare oggi, grazie alla capacità che ha un classico di generare significati sempre contemporanei, è che è proprio il carattere che  hanno le persone che svolgono un ruolo pubblico a essere una questione di tremenda rilevanza politica e interesse comunitario. Sofocle ci suggerisce che, al di là dell’essere “di destra o di sinistra”, è il carattere superbo dei leader politici che rischia di procurare danni al bene comune.


Entrata

Tariffa L


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Ma - Do: 10:00 – 18:00 (telefoni attivi dalle 12:00)
Lunedì chiuso
Nei giorni con spettacoli serali in programma la chiusura del centro culturale è prevista mezz’ora dopo la fine della rappresentazione.


Di Sofocle
Traduzione e adattamento di Massimiliano Civica
Regia Massimiliano Civica
Con Oscar De Summa (Creonte) Monica Demuru (Ismene, Euridice), Monica Piseddu (Antigone), Francesco Rotelli (Guardia, Messaggero, Emone, Tiresia), Marcello Sambati (Coro)

Immagine di Ilaria Costanzo


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