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Come si allestisce un'edizione critica | Seminario post-laurea

Il copista medievale, il revisore di una tipografia del Rinascimento, il moderno filologo hanno in comune l'atto di mediazione culturale tra l'autore ed il lettore. L’edizione critica di un testo letterario è il risultato di una serie di operazioni condotte con metodo filologico, che mirano a stabilire, secondo l’ipotesi più economica, la forma del testo più vicina possibile alla volontà dell’autore. Le procedure di ricostruzione critica avvengono in due momenti: il primo documentativo, con la raccolta di tutte le testimonianze esistenti del testo stesso, dirette (manoscritti, stampe) e indirette (citazioni presenti in altre opere); il secondo interpretativo, nel quale, attraverso procedimenti differenziati a seconda che si tratti di testi antichi o di testi moderni e contemporanei, si fissa il testo e si procede, ove necessario, al restauro testuale.

Quando esiste l'autografo di un'opera, l'edizione critica non avrà la necessità di ricostruire il testo a partire dalle sue copie, ma dovrà comunque verificarne la tenuta , in quanto anche l'autore (si pensi al caso di Boccaccio) può trattare la propria opera come fa un copista davanti a un testo, ossia commettendo inesattezze, ritocchi incompleti, a volte veri e propri errori. L'edizione critica darà conto anche degli eventuali abbozzi dell'opera (appunti, prime stesure, materiali di lavoro), delle rielaborazioni e delle stesure successive, documentando le varie fasi di scrittura.

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