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Il Sublime imprevedibile

Tra poesia e arte con stupore

Il “sublime” è una parola che attraversando i secoli ha mutato forma e senso, dischiudendo nei più disparati contesti significati nuovi e inaspettati.

Utilizzata come parola tecnica nella retorica latina e greca, essa si annida oggi in luoghi inaspettati, fino a giungere al parlato corrente. Sembra che il sublime, ponendosi tra concetto ed esperienza, abbia una forza d'attrazione capace di alimentare il nostro immaginario. È ancora possibile avvertire le sue origini auliche ma occorrerebbe disegnare una mappa per non perdersi nelle sue possibilità.

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Silvio Joller ha iniziato il proprio percorso di filosofia nel 1996 a Pavia. Ha lavorato tra il 2002 e il 2009 per l’Accademia di Architettura di Mendrisio (USI) come assistente alla cattedra di Estetica tenuta dal Prof. N. Emery. In seguito si è avvicinato al mondo delle cosidette “pratiche filosofiche”, conducendo laboratori di filosofia in svariati contesti e con svariate utenze. Collabora con il MASI in qualità di mediatore dal 2015.

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