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Esorcizzare spettri

Mistica e filosofia in Henri Bergson

La mistica gioca nel sistema bergsoniano lo stesso ruolo della geometria in quello cartesiano. È la “scienza” modello. Ha il valore di un ideale normativo. Ma perché i mistici sono esemplari per il filosofo che voglia fare il proprio mestiere? Che cosa fanno per meritare un simile riconoscimento? Abituati, come siamo, ad assegnare alla mistica il privilegio di una conoscenza d’ordine superiore, rimaniamo sconcertati dalla risposta di Bergson. Il tratto caratterizzante la mistica sarebbe infatti, secondo Bergson, una certa “noncuranza” per i gravi problemi di senso che affliggono la condizione umana. I mistici, innanzi tutto, tralasciano i problemi che angosciano il filosofo e che lo  riempiono di “meraviglia”. Ai loro occhi la do manda che chiede “perché qualcosa invece del nulla?” è solo un “falso problema”. La mistica indica così implicitamente al filosofo cosa deve fare per essere veramente filosofo: egli dovrà dissolvere gli pseudo-problemi generati dalla meraviglia metafisica. In ultima analisi, il filosofo deve esorcizzare spettri. Quando l’avrà fatto troverà il mistico ad attenderlo sull’altra riva del fiume.


Informazioni extra

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Relatore:

Rocco Ronchi (Forlì, 1957) insegna Filosofia teoretica presso l’Università degli Studidell’Aquila. Tiene corsi e seminari in varieuniversità italiane e straniere. È docente difilosofia presso l’Istituto di ricerca di psicanalisi applicata di Milano. Su Henri Bergson ha pubblicato: Bergson filosofo dell’interpretazione,Genova, Marietti, 1990 e Bergson. Una sintesi, Milano, Marinotti, 2011. Fra le sue opere piùrecenti citiamo: Il canone minore. Verso una filosofia
della natura, Milano, Feltrinelli, 2017. 

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