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Territorio, 10.11.16

Simulacri al Canvetto Luganese

Un'escursione tra cinque progetti/istallazioni tra iconodulia e iconoclastia, svolti attraverso approcci intuitivi e al contempo pragmatici accomunati dalla curiosità di indagare lo strumento, il dispositif, celebrandone il medium per estrapolarne delle letture del nostro vivere: tempo, spazio, linguaggio

Così viene descritta Simulacri, la nuova esposizione del Canvetto Luganese curata da Peter Keller, del fotografo Matteo Fieni che ritroviamo nuovamente con vari progetti fra cui #PrivacyFreeZone, presentato durante il LongLake Festival, in occasione del 150° anniversario di Visarte. Qualcuno forse ricorda il cerchio rosso di Rivetta Tell, lo spazio franco e "fuorilegge" nel quale l'articolo 28 del Codice Civile riguardo il diritto alla privacy e l'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di espressione, si trovano momentaneamente sospesi? Fino al 28 gennaio 2017, lo si ritroverà al Canvetto Luganese insieme ad altri quattro progetti:

3,45 metricubi di Ritratti Metropolitani
Una serie di ritratti realizzata dal 2010 al 2014 in strada, lungo sentieri, spiagge o in ambienti prevalentemente urbani. Le persone ritratte rappresentano l'eterogeneità di un lungo viaggio tra culture europee; gli spettatori/commensai sono invitati a sospingere lo sguardo tra una foto e l'altra, così da percepire al meglio la singola immagine e rapportarsi con il singolo soggetto. Se ci si allontana soffermandoci invece sull'installazione nella sua interezza, ecco che questa si traduce in un parallelepipedo rettangolo di 3,45 m3 metaforicamente l'idea-oggetto alla base del progetto.

Good Morning, Lugano
Si tratta del progetto che ha valso al fotografo lo Swiss Photo Award nella categoria editorial nel 2013. Si tratta della storia di un lavoro autocensurato per poter essere pubblicato, e delle riflessioni che ne conseguono; di una rivendicazione del diritto all'espressione artistica che si scontra con il principio della protezione dei dati personali. Dei bollini rossi appaiono sui volti, un espediente per tenere le foto al riparo da problemi legali, che ne trasformano al contempo la portata estetica. Gli stessi bollini, divenuti oggetto di uno sguardo estetico, diventano una critica alla società della comunicazione, che pur ruotando intorno alla messa in scena dell'immagine personale nei social network, nega alla street photography il diritto di cittadinanza.



Good morning, Lugano - v. 5.3, 2011-2012 © Matteo Fieni
Cortesia dell’autore

Interposition
Il progetto è nato come re-azione linguistica sperimentale applicata alla fotografia di massa in compresenza di neo-turisti cinesi in visita alla Kapellbrüke di Lucerna. Questa serie di ritratti nasce nell'atto della ripresa stessa, frapponendosi tra i fotografi e i loro soggetti; fotografi che vengono così resi coscienti di essere a loro volta ripresi, divenendo a loro volta soggetti. L'operazione mette in evidenza i meccanismi inconsci riflessi che intervengono al momento dello scatto.

Barcodes
Progetto di rottura rispetto alla tipologia di fotografia tendenzialmente iconoclasta (dal greco - eikón, "immagine" e - kláo, "rompo") svolta dall'autore. Volendo dare un'etichetta a questa nuova serie, possiamo parlare di una fotografia astratta, estremamente estetica e iconodula (in ambito cristiano, è il culto "dulia" reso alle immagini, le "icone"), inizialmente svolta con un approccio architettonico/urbanistico, che reitera il reale nei suoi stessi motivi (patterns), producendo visionari paesaggi/sistemi di stampo dickiano.



Printer Damage II - Barcodes, 2016 © Matteo Fieni - Cortesia dell’autore 

VERNISSAGE
Giovedì 10 novembre 2016, ore 18.00

ORARI:
da martedì a sabato dalle 8.30 alle 24.00

 

Foto in testa all'articolo: Interposition 16:31, 2015 © Matteo Fieni - Cortesia dell’autore