Elektra 02 pietro tafaro

Città di Lugano, 01.12.16

Regista e cast quasi tutto nostrano per la nuova produzione di LuganoInScena

Prosegue il Focus Tragiche visioni, un percorso a ritroso verso il mito, la tragedia e le filosofie classiche per chiedersi ancora chi è l’uomo e il senso del suo vivere. In scena al Teatro Foce dall'8 al 10 dicembre 2016, Elektra, di Hugo von Hofmannsthal, la nuova produzione di LuganoInScena diretta dal regista ticinese Andrea Novicov.

Il coinvolgimento delle realtà operanti nel territorio e l'eccelleza sono stati i due criteri che hanno caratterizzato questa nuova sfida creativa. Nel cast gli attori di casa Anahì Traversi, Adele Raes e Igor Horvat, con Roberto Molo, nato a Mendrisio e trasferitosi in Romandia, e l'attrice italiana Pia Lanciotti. I costumi sono della luganese Laura Pennisi mentre l'universo sonoro è stato affidato all'artista multimediale ticinese Roberto Mocchiut.

Questa collaborazione, ha affermato l'on. Roberto Badaracco, Capo dicastero Cultura, Sport ed Eventi della Città di Lugano, permette di consolidare la realtà teatrale ticinese. 

Lo spettacolo affronta il tema della disgregazione intergenerazionale, che caratterizza anche la nostra epoca:

"In un’epoca in cui stiamo accelerando senza sosta, in cui deleghiamo agli hard disk la funzione di memorizzare l’esistenza, in cui scordiamo il più rapidamente possibile per poter far posto a nuove informazioni da poter scordare subito dopo, chi ha ragione: Crisotemide nel volersi sposare, fare dei figli, perpetuare la vita, andare avanti, oppure Elettra nel lottare caparbiamente contro l’oblio ?
C’è qualcosa di eroico nell’ostinazione di Elettra a non dimenticare: un coraggio che poteva aver fatto il suo tempo ma che riappare in tutta la sua pertinenza davanti all’oblio programmato dei tempi che ci sono dati da vivere. Elettra si è stabilita davanti al palazzo e con la sua presenza vuole lottare affinché le responsabilità della madre - ma potremmo dire dei padri in generale - non vengano dimenticate.
Non è la stessa ostinazione che troviamo nella generazione di giovani che si accampano nelle piazze, da Madrid a New York, dal Cairo a Parigi ? [...] 
Elettra, Crisotemide e Oreste sono i figli che abbiamo messo al mondo, senza però voler vedere che abbiamo avvelenato il mondo che li accoglierà. Sono i figli che vengono a chiederci conto di questo veleno, alla loro maniera: disordinata, anemica, eccessiva, silenziosa, rancorosa, implacabile, assente o tormentata. Sono fuori dal palazzo, ci chiamano, vagano nella notte: sono le sentinelle che vegliano perché gli incubi ci penetrino in profondità e per chiederci risposte che non sappiamo dare"
Andrea Novicov, Note di regia

Maggiori informazioni e prevendite

Manuela Masone

Fotografie: Pietro Tafaro