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Territorio, 20.12.16

Pédra. Un reporter senza frontiere

Jean-Pierre Pedrazzini, fotoreporter per Paris Match originario di Locarno, muore nel 1956 a soli 29 anni dopo essere stato ferito gravemente durante l’insurrezione di Budapest.

Pédra. Un reporter senza frontiere è il documentario con cui il cineasta Villi Hermann ricorda la figura del fotografo locarnese. Il film viene riproposto a 60 anni dalla rivolta ungherese e andrà in onda mercoledì 21 dicembre alle ore 00.00.

Il documentario è stato invitato a vari festival internazionali, tra cui le Giornate di Soletta, il Trieste Film Festival, il Biografilm Festival Bologna e l’Anchorage Film Festival in Alaska.

Sinossi:                                            

Jean-Pierre Pedrazzini originario di Locarno (nipote di Giovanni Pedrazzini, sindaco di Locarno nel 1914-16), nasce a Parigi nel 1927. Durante la seconda guerra mondiale si trasferisce con la sua famiglia in Svizzera dove inizia la sua carriera di fotografo, per poi tornare in Francia e lavora per Paris Match. Muore nel 1956 dopo essere stato ferito gravemente durante l’insurrezione di Budapest.
Nel film Villi Hermann intervista persone che hanno condiviso, lavori, viaggi, avventure con lui: Aliette Lapierre, giornalista e la sorella di Jean-Pierre Pedrazzini: Marie-Charlotte Vidal-Quadras nata Pedrazzini, inoltre i fotografi Russ Melcher, Willy Rizzo, Erich Lessing, Benno Graziani e Mario De Biasi di Milano, quest’ultimo presente in Piazza della Repubblica a Budapest quando Pedrazzini fu ferito. In Ungheria parlano Làszlò Eörsi, storico e il medico Vilmos Olàh.
Incontra anche Dominique Lapierre, giornalista-scrittore, e compagno di viaggio del fotografo nell’esclusiva avventura che li ha visti attraversare 15'000 km dell’URSS in auto, insieme alle proprie mogli nel 1956. In Georgia ho rivisitato i luoghi che Jean–Pierre Pedrazzini ha fotografato, luoghi all’epoca sconosciuti al resto d’Europa, e ho ritrovato il chirurgo Georgi Mosseschvili, che ospitò il fotografo a Tbilisi (Georgia).
Lo scopo non è quello di concentrarsi solo sulle sue famose foto drammatiche di Budapest del 1956 che sono passate alla storia, ma indagare l’opera intera di questo grande fotografo ticinese.

Musiche di Christian Gilardi e Zeno Gabaglio, camera di Alberto Meroni, Felix von Muralt, Pietro Zuercher.

Una produzione Imagofilm Lugano in coproduzione con RSI Radiotelevisione svizzera.