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Territorio, 10.07.17

Incontro con l'attrice Isabella Ferrari, in vacanza a Lugano

L'attrice italiana Isabella Ferrari, nei giorni scorsi si trovava a Lugano in vacanza. Con AgendaLugano l'abbiamo incontrata al The View Lugano per una breve chiaccherata.

Come è nata la sua passione per la recitazione?

Ho detto spesso che questo lavoro mi ha salvato la vita, ma l’ho capito più tardi. Quando ho iniziato a lavorare ero molto giovane - il primo film l’ho fatto a 18 anni - totalmente inconsapevole di cosa fosse, non avevo delle scuole alle spalle che mi avessero preparato, non provenivo neppure da una famiglia di artisti. L’istinto mi ha mosso verso la recitazione e credo a ragione. Forse è stato questo spingermi fino a Roma, cercavo un’identità con le difficoltà di una diciottenne in crisi.

Cosa la appassiona oggi?

Mi porto dietro tanta curiosità, la ricerca di qualcosa di nuovo o di situazioni non per forza rassicuranti perché è quello che amo di più. Mi piace affrontare il lavoro con giovani registi, spaziare dal teatro al cinema,  alla televisione. In questo momento apprezzo anche non recitare, non esserci. Questo perché ho una vita e una famiglia molto impegnativa e i momenti condivisi con loro mi ricaricano per esserci nel prossimo film. Non mi piace girare tutti i giorni.

Cosa comunicano il teatro, il cinema, l’arte?

Attraverso l’arte in generale possiamo comunicare tutto. Credo sia fondamentale, anche per i nostri figli, avere la possibilità di avere i musei aperti, di avere agevolazioni di tutti i tipi per accedere all’arte. Occorre smuovere quel Chakra del cuore che si muove con la bellezza. C’è molta bellezza nell’arte ed è molto importante stare nella bellezza.
Il cinema è una parte di tutto ciò, anche per quanto mi riguarda. Non faccio tanti film. Quando però Paolo Sorrentino mi chiede di fare un piccolo ruolo in La grande bellezza, non esito perché guardo all’importanza di questo grande affresco che poi ha vinto l’Oscar.
A volte mi piace pensarmi in una piccola bolla, dove sono dappertutto e nulla. Non amo essere catalogata. Questo è il motivo per cui molte volte mi sono staccata da ruoli e da situazioni che erano molto popolari e dove mi si richiedeva di riflettere sempre la stessa immagine. Una delle difficoltà del cinema italiano è quella di non rischiare, se una cosa va bene la si replica. Questo però è un peccato. D’accordo guadagnare ma a volte sarebbe giusto rischiare…

A Lugano è venuta a cercare questa bellezza di cui parlava?

Sono molto curiosa, mi piace viaggiare, voglio lasciarmi questo spazio, anche se è poco perché ciò che manca è sempre il tempo nella nostra vita. Amo avere davanti agli occhi situazioni nuove. Questi percorsi, queste montagne, questi paesini illuminati di sera, il lago, tutto sembra magico. Sono stata altre volte a Lugano… mi dico, è così vicino, perché non venirci più regolarmente? Questa volta ho portato mia figlia, mi piace rivedere le cose attraverso il suo giovane sguardo.

 

di Manuela Masone