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Divisione Eventi, 11.07.17

Giovanni Testori presentato attraverso dieci sguardi

Nuovo incontro al Wor(l)ds Festival che ha permesso di conoscere e approfondire la figura di Giovanni Testori (1923-1993), attraverso la presentazione di dieci incontri incisivi per il percorso dello scrittore, drammaturgo, storico dell'arte e critico letterario italiano.

Daniela Iuppa - ricercatrice presso l’Università di Tor Vergata a Roma - e Giuseppe Frangi - giornalista, presidente dell’Associazione Giovanni Testori e nipote dello scrittore - hanno illustrato con passione gli incontri, le amicizie, facendo trasparire come questi abbiano accompagnato il percorso di Testori in diversi momenti della vita.

Dagli incontri con la poesia di Jacopone e gli scritti di Alessandro Manzoni e Shakespeare, ai testi del cantautore anarchico monegasco Leo Ferré, per il quale Testori scrive una presentazione che verrà inserita nella locandina di sala per il concerto del 1969 al Piccolo di Milano. Passando dallo storico dell’arte Roberto Longhi, che può essere considerato un vero e proprio maestro per lui, e dalle amicizie artistiche con il pittore irlandese Francis Bacon e soprattutto con l’artista zurighese Varlin, trasferitorsi a Bondo dopo il matrimonio con una donna bregagliotta. Numerose le visite all’amico in Val Bregaglia, che hanno permesso a Testori di riprendere la pittura dopo averla abbandonata vent’anni prima, a causa probabilmente delle critiche suscitate dai suoi affreschi realizzati nella Chiesa milanese di San Carlo al Corso. Quella con il regista e sceneggiatore Luchino Visconti invece si è trattata di una relazione complessa, che dopo avvicinamenti portava a rotture, nonostante la reciproca stima per il rispettivo lavoro. Nell’ultima parte della sua esistenza, Testori conosce Don Luigi Giussani, relazione che più tardi porterà alla pubblicazione del libro Il senso della nascita (Rizzoli, 1980), saggio dello scrittore in dialogo con il sacerdote. Camillo Olivetti fu importante in quanto finanziatore dell’attività di Testori in ambito culturale, dando in particolare vita a varie mostre.

Il ritratto che ne emerge è quello di un uomo attento alla realtà, critico, che tante volte ha suscitato scalpore perché considerava l’arte nelle sue varie forme, come un atto rivoluzionario. Un uomo alla ricerca della verità, travagliato, che ha incontrato la fede pur mantenendo tutta la libertà nell'espressione creativa con cui affrontava spesso temi scomodi.

Wor(l)ds Festival ha saputo anche questa volta far luce sulla ferita umana da cui parte la ricerca, attraverso la vita di Giovanni Testori, secondo il filo rosso di quest’anno dato dalle citazioni di Leonard Cohen “La luce entra nelle crepe presenti in ogni cosa” e di Albert Camus “La cultura è il grido dell’uomo di fronte al proprio destino”.
 

di Manuela Masone