Picasso

Territorio, 22.09.17

POT-POURRI. Da Picasso a Valdés

La Fondazione Braglia presenta dal 28 settembre al 16 dicembre 2017, l’esposizione POT-POURRI. Da Picasso a Valdés, composta da una selezione di dipinti, disegni e sculture, realizzati da una cinquantina di artisti italiani ed internazionali, provenienti dalla collezione privata Anna e Gabriele Braglia.

Viaggiando tra gli spazi allestiti e attraverso il catalogo appositamente creato, si potranno scoprire, oltre alla varietà e all’originalità delle opere raccolte, sprazzi della storia della coppia di collezionisti, fra aneddoti familiari e racconti di incontri e amicizie legate al mondo culturale e artistico. Sarà possibile ammirare una tempera di Mario Sironi, prima opera acquistata da Gabriele Braglia, regalata alla moglie nel Natale 1957 e che di fatto inaugurò la collezione. O il dipinto di Giuseppe Cesetti, L’ora dell’appello, che si trovava nella sala da pranzo della famiglia e davanti al quale da bambino Riccardo Braglia si trovava a fantasticare. Alcune opere posseggono una dedica a Anna Braglia da parte degli autori o del loro ultimo proprietario, come quella di André Verdet sul retro di un disegno realizzato da Pablo Picasso per la copertina della sua raccolta di poemi “Provence noire”.

Gabriele Braglia definisce scherzosamente quest’esposizione “i resti” perché segue le due precedenti, dedicate agli espressionisti tedeschi e a Zoran Music, e raggruppa una ricca miscellanea di stili eterogenei che permette al visitatore di viaggiare alla scoperta degli esponenti più significativi del secolo scorso, fino ai nostri giorni. Picasso, Modigliani, Chagall, Soffici, Severini, Cesetti, Rotella, Fontana, Christo, Magritte, Niki de Saint Phalle, Botero, Mitoraj, Valdés, sono solo alcuni dei nomi che si incontreranno lungo il percorso. Alcune opere offrono prospettive poco note degli stessi artisti, come i sorprendenti disegni di Lucio Fontana e Andy Warhol quando ancora erano sconosciuti al grande pubblico.

“Nomi importanti ma mai soltanto firme” come sottolinea Rudy Chiappini nel testo pubblicato nel volume che accompagna la mostra, “opere entrate in Collezione soprattutto attraverso scelte istintive, per aver suscitato in Gabriele e Anna emozioni profonde. Dipinti, disegni e sculture acquisiti per il piacere di contemplarli e di farne parte integrante e quotidiana della loro vita. […] La Collezione Braglia è il risultato di un lungo percorso fatto di passione, intuito grandi capacità e intelligenza. La soggettività delle loro scelte è di per se un atto creativo, vulnerabile e forte allo stesso tempo nel quale si leggono le vicende del comune percorso esistenziale, dello stretto legame che li ha uniti per oltre mezzo secolo”.

Il figlio della coppia, Riccardo Braglia, ha seguito le orme dei genitori e afferma: “Quando si diventa collezionisti, si guarda il mondo con uno sguardo particolare: l’emozione del bello. Questa emozione che è oggi parte del nostro DNA”.

Esperienza del bello che, grazie alla mostra POT-POURRI. Da Picasso a Valdés, anche il pubblico potrà vivere.