Calcio

Territorio, 13.10.17

Grande interesse per la quarta edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano

Fa parlare di sé il Film Festival Diritti Umani Lugano in corso fino al 15 ottobre presso la storica sede del Cinema Corso di Lugano. Giunto alla sua quarta edizione riscuote sempre maggior successo di pubblico e di critica per la qualità dei film presentati, e l’interesse che suscitano le discussioni fra gli oltre 50 ospiti e la platea. L’iniziativa è particolarmente apprezzata dalle scuole che sono per così dire gli ospiti principali delle proiezioni mattutine e pomeridiane del Festival.

Giovedì e stata da sold out la proiezione del film The Workers Cup dove si è affrontato il tema del calcio in relazione ai diritti umani. Nel 2022 il Qatar accoglierà infatti i mondiali di calcio e il documentario mostra la vita di coloro che attualmente lavorano sui cantieri per preparare le strutture. Si tratta essenzialmente di migranti che vengono attratti con false promesse, come quella di un possibile futuro calcistico, ma che in realtà vengono confinati in campi ai margini della società, con paghe molto basse e contratti che devono onorare per svariati anni.
Gli ospiti in sala - Darwin Pastorin, giornalista sportivo e scrittore; Michele Papagna, coordinatore di Altropallone; Enrico Carpani, responsabile sport alla RSI – hanno intrattenuto con i giovani un dialogo serrato dove sono emerse le problematiche legate agli interessi economici presenti all’interno del mondo calcistico e che sono balzate alla cronaca nei vari scandali in cui si è trovata coinvolta la FIFA. Con Michele Papagna si è parlato delle alternative possibili e delle iniziative Altropallone e Altrimondiali che desiderano valorizzare lo sport, ed il calcio in particolare, come linguaggio sociale universale, al fine di contrastarne gli aspetti più negativi. Resta comunque una questione aperta fra i giovani e meno giovani presenti il come sia possibile che a livello internazionale si tollerino situazioni che ledono i diritti umani in favore della grande macchina calcistica e delle ragioni per cui non si possano introdurre norme etiche come condizione sine qua non per accogliere un evento di tale portata nel proprio paese.

Della libertà di stampa e di islam in legame con l’attentato di Charlie Hebdo si è invece parlato nel film Rien n’est pardonné nel quale la giornalista Zineb, racconta di come dopo la Primavera araba in Marocco, che si è rivelata essere un inverno, è partita dal suo paese per raggiungere la Francia in quanto si sentiva minacciata. Lavorava alla redazione di Charlie Hebdo in stretta collaborazione con Charb, quando è avvenuto l’attentato che ha portato alla morte di 12 persone in gran parte membri della redazione. Il racconto intimo e personale di Zineb, che non era presente quel giorno, e le sue riflessioni sul mondo islamico sono alla base del dibattito sul tema Diritti Umani tra libertà di espressione ed estremismi religiosi che, essendo di estrema attualità ha coinvolto l’assemblea. A parlarne sono stati il pastore evangelico Giuseppe La Torre, il sociologo Stefano Allievi e il giornalista Carlo Silini. Alcune delle tematiche emerse sono state quelle della necessità di un dialogo inteso come incontro tra persone che imparano a conoscersi e non come tentativo di affermare la propria verità. Si è poi parlato di come il fondamentalismo islamico sia da ritenersi un’ideologia che, come afferma Zineb, può essere sconfitto solo attraverso la conoscenza, poiché la guerra non placa ma favorisce l’ideologia.

Questi sono solo alcuni degli spunti offerti dal Film Festival Diritti Umani Lugano che fino a domenica offrirà ancora svariate proiezioni e occasioni di riflessione.

Programma

 

di Manuela Masone