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Città di Lugano, 03.11.17

Oltre ottomila visitatori al Museo delle dogane di Gandria

Oltre ottomila visitatori in poco meno di 200 giorni. La stagione del Museo delle dogane svizzero si è chiusa con un risultato significativo che conferma l’importanza del museo delle Cantine di Gandria nel panorama ticinese.

Dopo la firma - a febbraio di quest’anno - della Convenzione tra l’Amministrazione federale delle dogane e la Città di Lugano, si è aperta una nuova fase nella storia del Museo delle dogane, la cui gestione è stata affidata al MUSEC (Museo delle Culture). Per la prima volta è stato introdotto il biglietto d’ingresso (3 franchi). Una scelta legata anche ai primi investimenti effettuati per la realizzazione di un bookshop/boutique molto apprezzato dai visitatori.

Tra le molte novità del nuovo Museo delle dogane anche la compilazione di statistiche dettagliate che adesso, raccolte dal MUSEC in un Report ricco di dati, disegnano un quadro preciso dell’affluenza, del genere di fruizione e del gradimento. Tale lavoro permette oggi di avere informazioni più precise sul pubblico del Museo delle dogane (che sin qui era quasi uno «sconosciuto») e ne consente di esplorare in profondità le grandi potenzialità.

Il Museo delle dogane è amatissimo dagli svizzeri tedeschi che sono infatti il 60,9% del totale dei visitatori. Soltanto il 20,6% del pubblico proviene invece dal territorio circostante (Ticino e Regione Insubrica). Il numero complessivo di ingressi (8.078) equivale a 40,8 visitatori al giorno. Si tratta di un dato significativo in confronto sia alla media (4.390), sia alla mediana (2.000) del numero dei visitatori dei 35 musei pubblici censiti nell’ultima rilevazione dell’Osservatorio culturale del Canton Ticino (Musei pubblici e privati in Ticino a confronto, ottobre 2016). Va inoltre ricordato che il Museo delle dogane è aperto soltanto per 198 giorni e per 4 ore al giorno.

Secondo il capo del Dicastero Cultura, Sport ed Eventi di Lugano, Roberto Badaracco, «Il Museo delle Dogane si conferma ancora una volta punto fondamentale dell’offerta culturale e turistica del territorio. C’è grande soddisfazione per l’esito di questa prima stagione sperimentale, la scelta di firmare un accordo con l’Amministrazione federale delle dogane si è rivelata giusta. Lugano, anche grazie al lavoro prezioso dello staff del MUSEC, dimostra ancora una volta di saper percorrere strade nuove nell’organizzazione e nella gestione delle attività culturali e museali».