Nainsukh amit dutta 2010 300dpi

Città di Lugano, 08.11.17

Affinità elettive. India 1947-2017: il cinema e altri linguaggi delle arti

Presentata al LAC la prima retrospettiva cinematografica proposta dall’Associazione Cinergia e curata da Marco Müller, direttore dell’associazione. La rassegna Affinità elettive. India 1947-2017: il cinema e altri linguaggi delle arti,  rientra nel progetto interdisciplinare Focus India. Il programma indaga il rapporto fra il cinema modernista e quello visionario dell’India contemporanea, insieme ai linguaggi espressivi della tradizione.
Dal 9 novembre al 17 dicembre con tre proiezioni al giorno per quattro giorni alla settimana, verranno presentati venti programmi composti da film rimasti inediti fuori dall’India oppure dimorati invisibili per vent’anni e più.

Le opere selezionate coprono il periodo che va dall’Indipendenza del Paese (1947) ad oggi; i loro soggetti sono le arti visive, l’architettura, la musica, il teatro e la danza, con cui la produzione cinematografica indiana instaura un’interessante sinergia.

“Già nelle antiche culture dell’India si praticava la possibilità di coordinare colori e suoni, pitture (miniature) e musica. Denominazioni e aggettivazioni che appartenevano in origine alle arti visive sono state presto accostate a quelle del sistema sonoro-musicale. Questa assimilazione di due mondi percettivi e continuata in epoca moderna, reinventandosi attraverso gli esperimenti dei maggiori registi: il cinema indiano afferma, già dal secondo dopoguerra, una volontà di sinestesia, uno scambio continuo fra cinema, musica e arti visive e dello spazio” Marco Müller


Pakeezah, Kamal Amrohi 1971

La rassegna è resa possibile grazie alla collaborazione con la Cinémathèque suisse e le principali istituzioni indiane. Il Ministry of Information and Broadcasting, il National Film Archives of India, la Films Division e la National Film Development Corporation of India, per l’occasione hanno restaurato e sottotitolato in inglese alcune straordinarie opere; il contributo dell’Indira Gandhi National Institute for the Arts e del Ministry of External Affairs ha invece permesso di presentare a Lugano altri rari film.

In apertura, giovedì 9 novembre, il film Kalpana (1948), l’unica regia del coreografo Uday Shankar (fratello di Ravi, il grande musicista). Si tratta di un musical immaginifico che contribuisce a introdurre il linguaggio del cinema moderno (oltre Hollywood e già oltre Bollywood) in India, consapevole delle sperimentazioni del cubismo e del surrealismo.

Il film è stato sottoposto a restauro digitale dalla World Cinema Foundation, diretta da Martin Scorsese, presso la Cineteca di Bologna – Laboratorio L’Immagine Ritrovata, diretta da Davide Pozzi. Nell parole di Scorsese, Kalpana “non è solo un film di danza, ma è danza fatta cinema: movimento, composizione, energia”.

La proiezione è anticipata da una cerimonia di apertura, con discorsi delle autorità locali e indiane, alle ore 16:30.

Programma completo

 

Immagine in alto: Nainsukh, Amit Dutta 2010