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Città di Lugano, 16.11.17

“VN Serenade”: la nuova produzione di LuganoInScena

Cristina Kristal Rizzo firma il debutto internazionale di VN Serenade, nuova creazione coreografica sul palco del LAC grazie ad un ensemble di undici danzatori in dialogo con due capolavori di Schönberg e Čajkovskij eseguiti dall’Orchestra della Svizzera italiana diretta da Nicholas Milton

Una nuova importante sfida per LuganoInScena che - dopo il successo di La mer della Compagnia Virgilio Sieni - torna a produrre uno spettacolo in cui la danza incontra la musica dal vivo. Sulla scena del LAC, sabato 25 novembre (ore 20:30) e domenica 26 novembre (ore 17:00), una prima internazionale in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura, Orchestra della Svizzera italiana e CAB008.
Tra le grandi protagoniste della scena coreografica contemporanea, la dancemaker Cristina Kristal Rizzo con VN Serenade propone una serata dal tema musicale doppio in cui si pone in dialogo con due capolavori della musica classica: Verklärte Nacht (Notte trasfigurata) di Arnold Schönberg, nella versione del 1943, e Serenade op. 48 in do maggiore per archi di Čajkovskij. Verklärte Nacht, che lo stesso Schönberg definì ‘musica pura’, per Rizzo è l’abbrivio per articolare una danza viscerale che si compone di duetti in cui l’istinto del corpo prevale sul concetto. Serenade op. 48 in do maggiore per archi è il primo balletto che Balanchine creò in America nel 1934 per gli studenti dell’American Ballet Theatre. Il lavoro è tutt’oggi nel repertorio del New York City Ballet ed è pensato come una lezione di tecnica in costumi blu su sfondo blu.

Accompagnano la creazione di Rizzo il disegno luci curato da Carlo Cerri, che si fa elemento organico alla creazione e i costumi realizzati dalla giovane costumista Laura Dondoli che insieme alla stessa Rizzo ha pensato a degli abiti che non chiudono o disegnano il corpo, ma cercano un equilibrio cromatico dell’intera visione. La realizzazione coreografica su musica dal vivo è una delle combinazioni estetiche più misteriose e affascinanti che la cultura dell’Occidente abbia prodotto: lontano dal figurativismo delle arti plastiche e dalla logica della parola, i due linguaggi più eterei dell’arco artistico si uniscono in essa per creare sensi e percezioni uniche. A maggior ragione tale trasversalità si sublima quando a incontrarsi sono alcuni capolavori della musica classica e la visione pienamente contemporanea di una celebrata coreografa, quale Cristina Kristal Rizzo è.